CASO ULLRICH. Jan: ho sbagliato e chiedo scusa a tutti

| 10/02/2012 | 09:05
«Lo confermo: ho avuto contatti con Eufemiano Fuentes. È stato un grave errore cge rimpiango di aver commesso. Per questo mi piacerebbe chiedere scusa a tutti, con il cuore. E se tornassi indietro, mi comporterei in modo differente» Sulla sua pagina web, così scrive Jan Ullrich all’indomani della sentenza di condanna comminatagli dal Tas per il suo coinvolgimento nell’Operación Puerto.
«Accetto la pena, non farò ricorso. Non perché sia d’accordo con tutti i punti della sentenza, ma perché voglio chiudere definitivamente con questa storia».
E ancora: «Ricordo che attorno a me ce’ra una aspettativa “immensa”, tutti volevano che vincessi un secondo Tour, specialmente dopo il ritiro di Armstrong. E quando scoppiò lo scandalo, avrei voluto confessare subito, ma avevo le mani legate. Mi sono sentito abbandonato, gettato via come un giocattolo rotto».
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COMMENTI
:-(
10 febbraio 2012 09:30 superpiter
della serie meglio tardi che mai...

Jan
10 febbraio 2012 10:37 ciano90
Ormai mi sono convinto di una cosa: sarebbe stato difficilissimo non cadere in quella rete per un atleta del suo calibro e avendo poche probabilità di essere preso. Detto ciò non voglio giustificarlo perchè doparsi è comunque sempre sbagliato ma è doveroso ricordare che un corridore prima di essere atleta è un uomo. Se mi mettessi nei suoi panni forse avrei fatto la stessa cosa perchè l'aspettativa che le persone hanno su di te e il fatto che tu non voglia deluderle penso sia un peso grandissimo. Confessando si è liberato di un fardello enorme e ora spero possa vivere felice con la sua famiglia.

La differenza tra loro e noi
10 febbraio 2012 11:28 Bartoli64
Faccio solo una constatazione legata al fatto che gli atleti nordici (pur negandolo quando sono ancora in attività), una volta smessi i panni del corridore ammettono le loro colpe passate e fanno ammenda (Riis, Zabel e ora Ullrich).

Gli atleti latini (italiani in primis), invece, non lo ammettono praticamente mai e questo la dice lunga sulla predisposizione che abbiamo noi all’imbroglio rispetto ad altri Paesi civilmente più avanzati.

Poi ci meravigliamo - come scriveva ieri un blogger che afferma di vivere in Francia - se Oltralpe ci apostrofano sovente con l’appellativo di “tricheur” (baro).

Per il resto faccio i miei auguri al rosso di Rostock che, peraltro, ha saputo superare un momento di grave disagio psicologico.

Bartoli64

X bartoli 64
10 febbraio 2012 12:15 Vincent
La diferenza che lo dicono dopo ok pero il risultato e lo steso a la fine sono sempre stato Tricheur come dice Ale che dice di vivere in Francia infatto a avuto un commento riguardando Longo e dicendo anche che tutti anni datto ragione a l Arabo che sarebbe il Signore Zidane da li si capisce subito con che personne abbiamo a che fare ,e si i Francese non appressano tanti i sportivi italiani e anche per questo motivo brutte lingue falsita e ipocrezia ma non sono tutti cosi non bisogna fare d un erba un fascio con ce dice nel vostro paese . La madre del l ingnorante e sempre in cinta e anche questo e vero .L italia e una storia che continua dal ultima guerra a oggi con tanti tradimenti e poi il spetacolo che a datto la politica del vostri paese fino a oggi speriamo che la strada sta cambiando .
Ma non e tutto rosa anche in Francia .

A Vincent
10 febbraio 2012 12:55 Bartoli64
Caro Vincent,
posto che io NON condivido assolutamente le tue posizioni sul doping, l’infinita serie di tradimenti, furberie e voltafaccia vari di cui si sono resi protagonisti gli italiani nella storia, purtroppo, è molto lunga.

Quanto alla vicenda-Zidane credo non ci sia molto da commentare. Tutto il mondo sa come l’italianissimo Materazzi l’abbia sistematicamente sbeffeggiato con parolacce ed epiteti vari per tutta quella famosa partita, con pesantissime insinuazioni sulla moglie.

L’intento del ns. “campione”, infatti, era quella di provocare una reazione come quella che è poi avvenuta.

La carriera di Zidane, però, ha avuto un corso mentre quella di Materazzi…… tra qualche anno non se la ricorderà più nessuno, e ringraziasse il Cielo se - nonostante la sua subdola scorrettezza - è anche riuscito a diventare campione del mondo.

Quanto alla storia Longo-Ciprelli non commento perché mi pare evidente che ci si trovi di fronte a persone con qualche problema psicologico che va al di là del semplice acquisto di EPO.

Mi dici che in Francia non sono tutte rose e fiori? Non stento a crederlo, ma a tanti miei connazionali farebbe bene passare almeno una volta le Alpi per scoprire un Paese che è almeno 20 anni davanti a noi.

Bartoli64

caro Jan
10 febbraio 2012 12:58 limatore
uno dei più grandi degli ultimi 20anni. Ricorda che sei sempre in tempo, hai ancora nomi e comportamenti scorretti da denunciare. Quelli che hanno fatto male a te e ti hanno abbandonato, sono quelli che continuano a fare male ai giovani atleti di adesso. E sono ancora impuniti! forza l'ultimo sforzo e dopo è tutta discesa.

PER TUTTI QUELLI CHE.....
10 febbraio 2012 13:30 ewiwa
PER TUTTI QUELLI CHE ANCORA CREDONO CHE IL CICLISMO OVVERO LO SPORT SIA PULITO....COME LA METTIAMO?

X Bartoli 64 per me la legge uguali per tutti e questa la vera lotta al doping!!!
10 febbraio 2012 14:10 Vincent
Caro Bartoli ,


E vero non condivido per niente con te riguardando il doping e i giustizialisti di questo sito che sono sempre pronti. Sparare su i ciclisti , il bello di questo blog e il confronto con rispetto e questa la democrazia .

Fino a quando le regole non saranno uguali per tutti i sport ,la legge uguali per tutti non sarò mai d accordo con questo sistema che fanno una lotta falsa e contro il ciclismo e della saluta dei ciclisti non gli frega proprio niente e solo bla bla e basta .

Da Pantani a oggi tutto e fatto per distruggere questo sport e un mondo ipocrita falsita in questo ambiente e anche per questo che va male .

In tema di confessioni
10 febbraio 2012 15:04 pickett
Varrebbe la pena di confessare ,a 15 anni di distanza,che l'unico Tour vinto fu un regalo di Virenque,che tenne fede all'accordo stipulato a Courchevel.Non tutti,nei panni del francese,avrebbero rinunciato a vncere un Tour che era a portata di mano.Nella tappa dei Vosgi,se la Festina avesse tirato,Ullrich sarebbe arrivato con mezz'ora d'ora di ritardo.

pickett
11 febbraio 2012 13:05 ciano90
Come fai a dire una cosa del genere? Ullrich in quel tour era nettamente superiore, infatti vinse con 9 minuti su Virenque e 14 su Pantani, un distacco che neppure il miglior Armstrong riuscì a fare.

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