DA TUTTOBICI. FIABE DI NATALE

| 24/12/2011 | 09:03
Per tanto e probabilmente troppo tempo il ciclismo ha generato ed ha vissuto storie anzi favole di Natale per una sorta di automatismo sentimentale e non solo. Una specie di partenogenesi, nessun bisogno di inseminamento da parte di qualche entità esterna. Il ciclismo inteso come mondo intero agonistico della bicicletta, si capisce, cioè atleti e spettatori dei gesti degli atleti, e però spettatori disciplinati sempre co­me comparse intanto che coinvolti come attori, e giornalisti amici e partecipi: perché davvero chi dice “forza!” al ciclista che passa lo dice pensando di inculcargli, insufflargli energie.

Ogni corsa ha visto per anni una qualche nascita ed un qualche di­pa­narsi di una favola buona per quel Natale che per i semplici può ricorrere ogni giorno dell’anno. Questo nascere e crescere è stato abbondantemente sufficiente per l’insorgere e lo svilupparsi di una mitologia, dove le divinità, i campioni, sono stati contornati ed omag­giati dai fedeli, gli spettatori, e dai sacerdoti concelebranti, cioè gli altri pedalatori intesi come gregari. Una rappresentazione tenera e intensa che al mondo del ciclismo bastava eccome, anche perché lo coinvolgeva tutto, compresi i giornalisti che erano specialmente narratori (i più popolari erano det­ti cantori). La produzione favolistica era ottima e abbondante, an­che nelle micropieghe di una piccola corsa si potevano rintracciare vicende, passaggi, momenti ap­pun­to da favola di Natale. Tutti i personaggi erano altamente em­ble­matici e in linea di massima po­sitivi, come sono i personaggi del presepe, dal Bambinello ai suoi il­lu­stri e umili genitori, ai Re Magi ma pure ai pastori, e sinanco all’asinello e al bue dal fiato caldo co­me quello dei tifosi, per non dire della assai viva stella cometa giornalisticamente impegnatissima a brillare lassù, a certificare un evento misterioso, ad esaltare il mistero dell’attesa (la dizione è del grande Bruno Raschi, ancora cantore in tempi già di realismo) che è tipico degli umani di fronte al destino, e quindi anche di uno spettatore che aspetta (aspettava, adesso sa già tutto “prima”) chi sbucherà per primo da quella curva.

Poi è arrivata nel ciclismo la televisione, con tecnologie in continua crescita e in continua e anche un bel po’ proterva voglia di sopraffazione dell’evento quale visto dai nostri po­veri occhi, per sostituirlo (magari fingendo di volerlo soltanto integrare) con quello offerto e anche imposto da essa. Intanto era arrivata la chimica sofisticata e proterva, per sostituire un uomo con un altro formalmente, apparentemente simile ma diverso “dentro”, e confonderci le idee. Era arrivata la pubblicità che avevamo pensato fosse soltanto figurativa, e che in­vece andava elaborando programmi, schemi, calcoli dell’uso e an­che dello sfruttamento degli eventi.

E ciao permanente costante imprescindibile favola di Natale. Al posto casomai la storia quasi trucida dei Riccò di ogni paese, e dei loro antecedenti e succedanei. Per non dire dei Pan­tani, vicenda della cui ultima drammatica parte fortunatamente sembra essersi perso il cliché per la riproduzione. Intanto che è cresciuta, prima come una escrescenza casalinga della televisione poi come entità a sé, anche tipo totem e moloch, quella cosa che ci ostiniamo a chiamare internet mentre ci vorrebbe un altro più esplicito termine, anche composto, che ne compendiasse la forza terribile e ancora misteriosa.

L’altro grande sport popolare italiano, il gioco del calcio (un gioco che meno gioco non si può), ha dismesso as­sai prima del ciclismo le vecchie fa­vole di Natale, e non solo ha pa­tito infiltrazioni forti, ma addirittura le ha sollecitate, si è aperto ad esse, però facendo intanto operazioni furbe di mimetizzazione, di travestimento e se del caso di oc­cultamento delle cosacce, doping compreso, doping e persino droga. Intanto lasciando tutto lo spazio sul palcoscenico a quella cosaccia che piace a quasi tutto gli umani - escluso qualche figlio di Gandhi o discendente di san Francesco, se si presenta in foggia seducente ed in forme grandi, in vesti opime - e che si chiama denaro.
Il risultato finale è questo: il ciclismo ha generato e cresciuto e vissuto milioni di favole di Natale, ma  se adesso ne espone una fuori dalla propria chiesetta è sospettato di falso (“sono tutti dopati, o se vanno forte magari è perché na­scondono un motore nel telaio”), mentre il calcio, che di vere favole di tipo natalizio in proporzione ne ha avute pochissime, adesso riesce a far credere di produrne e viverne e farne vivere molte, perché il suo palcoscenico è più cattivante, è ric­co, è sontuoso, la rappresentazione è pubblicizzata bene, con furbe anzi sapienti dosi di pathos e di frottole sardanapalesche, e si sa che se metti in scena l’opera senza badare a spese nella scenografie e nei costumi anche un cane di tenore sembra un fratello di Pavarotti.

Ora bisogna decidere se la penuria di favole di Natale sia ovviabile, nel ciclismo, a dispetto di cosa gli è capitato. Chi di noi lo ritiene possibile pensa che certi valori, certi sentimenti siano immortali. Chi è per il no ha sposato un pessimismo cronico per molti aspetti legittimo, e casomai si trova ad auspicare, per il mondo quindi anche per se stesso, una catarsi e pazienza se drammatica, fragorosa, cruenta, purché vo­glia dire, secondo la genesi greca del termine, davvero purificazione. Poi ci sarebbe anche il gioco di giocare a cosa diavolo può ancora succedere, di ricco e di brutto, di ricchissimo e di bruttissimo, nel calcio, ma questo è un altro articolo.
Articolo? Sì, ci è scappato un articolo. Eppure ci eravamo messi al computer (altro mostro, indispensabile pare) pensando di scrivere qualcosa di simile ad una favola di Natale. A questo punto di confusione siamo arrivati. Ma almeno adesso sappiamo meglio che da questo punto dobbiamo assolutamente staccarci. Andando in fuga.

Gian Paolo Ormezzano
da tuttoBICI di dicembre

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Adrià Pericas è uno dei giovani corridori più promettenti del gruppo e oggi ha dimostrato il perché. In una delle tappe più dure della Volta a Portugal Jogos Santa Casa, il corridore dell'UAE Team Emirates XRG è stato il più...


Si apre nel segno dell'Italia e di Giovanni Lonardi l'Arctic Race of Norway 2026. Con una volata che non ha ammesso repliche, il velocista della Polti VisitMalta ha conquistato la Evenes-Myre di 181, 9 chilometri imponendosi davanti a Jason...


Volata doveva essere e volata è stata nella prima tappa del Czech Tour 2026, che partiva da Praga e si chiudeva a Karlovy Vary dopo 163 km. Ad imporsi è stato Riley Sheehan (NSN), bravissimo a superare Ben Turner (Netcompany...


Trek svela la quinta generazione della Domane,  un modello che ha fatto la storia per il mondo endurance. I nuovi riferimenti sono questi: via l’IsoSpeed, più flessibilità e più leggerezza con una clearance che arriva a 40 mm.  per proseguire...


Otto azzurri sono stati convocati per le gare di ciclismo su strada dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. La cronometro individuale si svolgerà sabato 22 agosto nel circuito cittadino di Taranto, mentre lunedì 24 agosto sono in programma...


Esordio perfetto per Paolo Favero e la Nazionale Italiana juniores, che nella giornata d’apertura della Nation’s Cup Hungary si prende tutto: tappa, leadership generale e secondo posto con Marco Zoco. Il varesino della Bustese Olonia, 17 anni, ha conquistato la...


Il produttore olandese di biciclette Accell, proprietario di marchi come Batavus, Sparta, Babboe e Koga, è stato dichiarato fallito martedì da un tribunale di Amsterdam, secondo quanto comunicato dai curatori fallimentari. Il fallimento solleva incertezze sul futuro di diversi noti marchi...


Che il ciclismo sia lo sport ideale per la promozione del turismo soprattutto a livello internazionale non c'è alcun dubbio. Che la Sardegna abbia deciso di puntare molto sul ciclismo, nemmeno. E così dopo aver rilanciato quest'anno il Giro di...


L'australiano Sebastian Berwick vestirà dal 207 la maglia dlela Pinarello Q36.5 dopo aver firmato un contratto biennale. Il ventiseienne di Brisbane arriva dopo una stagione che ha messo in luce la sua crescita e la crescente costanza come corridore da...


Georg Steinhauser ha sempre corso nel WorldTour con la maglia EF Education – EasyPost ,a ora tornerà in Germania per iniziare un nuovo capitolo della sua carriera con la Red Bull – BORA – hansgrohe. Lì ritroverà Florian Lipowitz, con...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra