DA LA GAZZETTA. Basso: «Scriverò una lettera a Di Rocco»

| 27/11/2011 | 11:41
«Scriverò una lettera alla Federazione. Non potere più correre un campionato italiano o un Mondiale mi fa male. Il divieto fa rabbia ed è difficile da spiegare. Devo capire il perché. Ci penso sempre e ogni volta, comunque la giri, trovo qualcosa che non quadra».

Ivan Basso nel giorno del suo 34° compleanno pensa già alla stagione che sta per iniziare. Domani si troverà con i compagni della Liquigas-Cannondale al Passo San Pellegrino per il primo ritiro. Ha già chiari in testa gli obiettivi: debutto al Laigueglia, poi più o meno lo stesso programma del 2010 per andare a caccia della terza maglia rosa. Ma sull'agenda ha segnato altre due date in cui vuole esserci: Tricolore e Mondiale (che si corre a Valkenburg più meno sullo stesso percorso dove nel 1998 vinse il titolo iridato under 23).

LEALTA'
«Ho contribuito a fare del male a questo sport e me ne sono vergognato. Poi, però, ho contribuito a fare del bene basandomi su tre principi: onestà, lealtà, trasparenza. Adesso devo capire perché la Federazione mi nega queste due corse. Devono darmi delle spiegazioni, ma devono essere molto convincenti. Poi, se per fare del bene a questo sport devo stare fuori, mi tirerò da parte. Ma prima voglio andare fino in fondo. Il ciclismo ha bisogno di credibilità, quindi anche di chiarezza. Io voglio chiarezza, senza fare confusione».

McQuaid, il presidente Uci, l'ha portata come esempio positivo.
«Mi ha fatto molto piacere. Ma basta venire alle corse per notare il consenso popolare».

Sulla retroattività della norma che le impedisce di correre potrebbe forse adire le vie legali.
«Il mio è un problema emotivo, non legale. Non mi serve un avvocato o un giurista. Se mi spiegano perché non devo correre, mi faccio da parte. Però io, dopo avere pagato, sono tornato, ho vinto e ho dato alla gente la possibilità di "vedere" nelle mie vittorie».

Una decisione politica?
«Non credo. Spero non sia così».
 
Intanto lei ha avuto forti richieste da team importanti.
«Sono grato alla Liquigas e voglio terminare la carriera qui. Se ho vinto la sfida del mio ritorno, è anche merito della squadra. Ora è facile parlare, ma prima Zani e Amadio dovevano andare alle riunioni con l'elmetto».

Si è appena concluso il processo di Alberto Contador al Tas. Che cosa ne pensa?
«Dopo tutto il tempo che è passato sono sicuro che sarà un giudizio giusto. Considero Alberto il più forte al mondo nelle corse a tappe».

da «La Gazzetta dello Sport» del 27 novembre a firma Claudio Ghisalberti
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COMMENTI
Ivan Basso ha ragione.
27 novembre 2011 13:25 lorianoclubbasso
Ivan ha ragione,
quando un atleta ha scontato la pena ritorna pulito ed ha diritto a partecipare a tutte le corse del calendario Nazionale e Internazionale.

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""


Loriano Gragnoli Res. portavoce Ivan Basso Club Carnago.

Sig. Basso
27 novembre 2011 15:17 Fra74
..scriva una raccomandata A/R così avrà la ceteza che, almeno, sarà presa da qualcuno in FCI, se non letta..;)..
Francesco CONTI-Jesi (AN)...

P.S.: Seppur ha scontato la Sua pena...a memoria, io non ricordo una Sua collaborazione fattiva, all'epoca, per quanto concerne il tema doping...se sbaglio, faccio ammenda...pertanto...a MIO MODESTO PARERE, il sempice fatto del tempo trascorso, non CANCELLA le COLPE PASSATE...a mio avviso, è una NORMA, forse una tra le poche, GIUSTE, e non c'è niente da spiegare...continui a correre...a vincere...ed accetti questa norma...anche perchè, se non ricordo male, all'epoca in cui Ella fu ingaggiato, vi era un patto tra le squadre PRO-TOUR di non ingaggiare ex-squalificati per doping..e la LIQUIGAS non lo rispetto'...pertanto, l'elmetto se lo dovettero mettere per forza...ma se pure qui erro..chiedo, fin d'ora scusa...
sempre FRANCESCO CONTI - JESI (AN)...non sò se si è capito da quale parte stò?=!? :-)

27 novembre 2011 16:50 AndreaS
Io chiederei anche le dimissioni di Di Rocco nella lettera...

Visto che questa norma è retroattiva ed è anche accessoria! Cosa che non esiste in nessun ordinamento giuridico al mondo! Infatti anche il Cio ha dovuto fare marcia indietro sull'escusione dalle olimpiadi...

Quindi speriamo che la norma venga annullata, così da lasciar correre chi ha giustamente pagato le sue colpe...


non
27 novembre 2011 17:25 idovino
dovrebbe neanche correre le gare normali, come tutti quelli che sono stati indagati e squalificati

....
27 novembre 2011 17:54 pippi
ben detto....si dovrebbe ricordare quando vinceva al giro mosrando la foto del figlio, bei tempi erano..tra l'altro con Simoni secondo mi fece anche perdere:)) è gia tanto se corre, anzi farebbe meglio a dare tutto lo spazio a Nibali e mettersi a disposizione..

IVAN
27 novembre 2011 18:09 ale63
HAI RAGIONE!!! ALE

Ius superveniens non nocet.
27 novembre 2011 20:18 meot
Ius superveniens non nocet. Una nuova norma giuridica non può disporre che per il futuro e non deve recare pregiudizio per il passato. Il legislatore italiano, specie quando legifera in campo fiscale, se ne impipa della prescrizione. E la Federciclismo si è adeguata all’ andazzo. La governance del ciclismo italiano continua a stupirmi. Ivan Basso, dopo la sospensione, ha partecipato ai Mondiali di Mendrisio ed ora per una scriteriata norma retroattiva non potrà più indossare la casacca azzurra. Ma allora chi ha pagato la sanzione inflitta dalla giustizia sportiva rimane per la Federciclismo un reprobo o un reietto per il resto della sua carriera ? Mentre chi ha fissato in maniera fittizia la sua residenza nel Principato monegasco al fine di eludere l’ imposizione fiscale in Italia può continuare ad allenare in qualità di C.T. la Nazionale Italiana di Ciclismo?
Il Signor Bettini ha pagato o pagherà la sanzione alla giustizia fiscale di questo Paese e la governance gli rinnova incarico e fiducia. Chi viene giudicato e condannato dalla giustizia sportiva è più colpevole di chi viene giudicato e condannato da quella fiscale?

Abram - Alta Anaunia

Storie di ordinaria follia
27 novembre 2011 23:59 valentissimo
Ribadisco che io sono per la radiazione alla prima positività e sono anche per l'annullamento della squalifica per la collaborazione piena e totale (non quella di comodo), il doping lo si puo sradicare solo se le punizioni cominciano a colpire chi ci lucra sopra. In questo caso parliamo di una grande "illegalità", chi ha pagato secondo le regole vigenti non può essere di nuovo condannato per lo stesso reato solo per difendere l'immagine indifendibile di un Presidente Federale impresentabile! Così come, chi ha avuto una tessera rilasciata dalla FCI ha pieno diritto di correre il Campionato Italiano visto che non si tratta di gara ad inviti (e non potrebbe essere diversamente). Se il nostro Presidente ci vuole mostrare quanto è inflessibile, lo faccia in sede UCI (ente dove va a fare il Signorsì!) e soprattutto inserisca immediatamente la regola che i cicloamatori debbano essere radiati alla prima positività. Per la FCI invece LA POSITIVITA' DI UN AMATORE è considerata inferiore a quella di chi di ciclismo deve vivere. Un cicloamatore dopo una positività può correre il campionato italiano. Ma siamo pazzi????

Pensarci prima!
28 novembre 2011 00:39 gass53
Pensarci prima di fare la ca..ate no????????????? Troppo facile,dopo che Vi hanno beccato, fare i santarellini e inca..arsi se non vi fanno correre determinate gare.Ci sono ragazzi che da dilettanti vincevano battendo molti che poi da Prof. li staccavano con molta facilità e pui di non insudiciarsi con manovre sporche,hanno dovuto smettere. Che schifo!!!

ma si, ascoltiamolo
28 novembre 2011 01:39 lupin3
PAROLE, come nello stile del personaggio, che non ha segnato la storia del ciclismo nè sarà ricordato per alcun motivo: vittorie pre e post operacion puerto, ritorni, credibilità, immagine, trasparenza e altre PAROLE. Il popolo del ciclismo non si è mai appassionato alle PAROLE.

28 novembre 2011 15:32 AndreaS
Il problema della retroattività e della norma accessoria come in questo caso mette questo dubbio al legislatore:

E se sapendo che dopo la positività oltre i 2 anni di squalifica sapeva che non poteva più vestire la maglia della nazionale e partecipare al campionato italiano, il signore in questione avrebbe comunque compiuto l'illecito?

Magari no... chi lo sa.. sapendo di precludere la partecipazioni ad alcune gare magari non rischiava tanto...

quindi questa norma (abolita dal CIO, dall'UCI e il CONI non l'ha introdotta) esiste solamente in italia...

MAH! L'italia si fa sempre deridere da tutti per tutto!

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