BioGiro Under 27: un progetto rivoluzionario

| 03/03/2009 | 15:06
Il centro spirituale di Santa Lucia alla Casellina è stato nuovamente al centro del grande ciclismo accogliendo tanti direttori sportivi di team dilettantistici chiamati all’incontro con gli organizzatori del prossimo Giro d’Italia under 27 che si inizia a conoscere con il nome di “BioGiro”. «Il nome è stato scelto per dare un’impronta biologica a tutta la manifestazione - ha spiegato l’ideatore e patron Giancarlo Brocci, conosciuto ai più per essere stato il fortunato inventore dell’Eroica - ed è bene capirsi fin da subito. Noi vogliamo essere l’espressione di una passione purissima e ridare al ciclismo gli alti valori che da sempre lo hanno contraddistinto e che ultimamente sono stati oscurati. Sarà un Giro diverso, con un progetto enorme che è il controllo quotidiano e capillare che lo staff medico farà su tutti gli atleti raccogliendo dati importanti e dimostrando che si può correre una corsa a tappe in perfetta pulizia». Qualcuno lo ha definito un ‘’grande fratello’’ ciclistico per via dei continui controlli sia in corsa che in dopocorsa, altri lo hanno chiamato “Giro sanitario’’ per le pratiche che saranno messe in opera e gli studi effettuati, ma la gran parte dei direttori sportivi presenti è sembrata gradire l’iniziativa e soprattutto l’incontro volto a spiegare gli obiettivi ma anche a raccogliere critiche costruttive per esserle elaborate. Presenti dunque all’incontro, Brocci, il dottor Luigi Simonetto della struttura medica, il presidente Fci Di Rocco, Flavio Milani per la struttura tecnica e Paolo Alberati che ha elaborato il bando di concorso del Ministero per progetti di attività giovanili dando dunque il via alle operazioni del BioGiro. A tal proposito, al termine di una delle tappe previste dal 12 al 21 giugno, il ministro Meloni andrà a salutare i ciclisti del Giro, uno tra i tanti incontri con personaggi previsto dal Giro stesso. Giancarlo Brocci spiega: «Il ciclismo va riportato ai suoi valori e forse è lo sport più consapevole dei propri limiti ma anche quello che ha più possibilità di uscire dai suoi problemi. Con il BioGiro vogliamo dimostrare che si può correre in modo naturale, magari meno veloce ma in salute. Vogliamo inoltre recuperare un certo modo di vivere lo sport, stare tutti assieme con regole di convivenza comune. I circa 170 corridori (20 squadre italiane e 8 straniere) saranno messi tutti nelle stesse condizioni. Ogni location di alloggio avrà spazi comuni come quelli adibiti ai massaggi e ai self service per i pasti durante i quali non sarà possibile utilizzare i cellulari, questo per una regola di convivenza comune e non infastidire gli altri. Soltanto un rappresentate per società potrà dormire con i propri atleti e possibilmente questo sarà il massaggiatore. Per 3 tappe si prevederà il trasporto dei ragazzi con pullman dell’organizzazione sia per raggiungere la partenza che, poi, dopo l’arrivo gli hotel. Ogni atleta sarà seguito esclusivamente dal nostro staff medico e da un laureato in scienze motorie, i team potranno disporre di 3 persone più una in aggiunta. Ogni tappa sarà dedicata ad un campione e al termine, i ragazzi saranno chiamati ad assistere ai racconti di grandi come Ballerini, Martini, Bettini, ad incontrare le famiglie Coppi e Bartali ma anche pesronaggi come David Riondino che saprà farli sorridere un po’. Un’altra nostra finalità è quella di poter traghettare gli atleti al professionismo dando loro una importante finestra dimostrando di che possono correre e vincere puliti». Il dottor Luigi Simonetto aggiunge: «Sarà un Giro con un immenso lavoro di staff medico scientifico. Sarà molto lontano dalle abitudini di tutti ma molto vicino ai valori che si vogliono rimarcare. Ci saranno molte più regole e occorrerà la disponibilità ad essere trasparenti su come l’atleta gestisce tutta la ua giornata, nonché la volontà di essere non oggetto ma soggetto di indagine cioè vorremmo che i corridori fossero convinti di partecipare ad un progetto che al mondo non è stato mai fatto, cioè capire cosa succede al corpo di un atleta durante una corsa a tappe, poter dare importanti indicazioni anche agli stessi direttori sportivi su come gestire al meglio i corridori». Come realizzare tutto questo? Ecco uno stralcio del regolamento: - Ci sarà una struttura sanitaria centralizzata che non richiede e soprattutto non prevede che le squadre abbiano il loro medico al seguito. - Gestione centralizzata dei farmaci: ogni atleta dovrà consegnare alla nostra struttura il proprio fabbisogno di medicinali, certificati dal medico, che gli verranno poi somministrati valutandone il bisogno. - Gestione centralizzata degli integratori: idem come per le medicine. - Ogni atleta dovrà portare tutte le autorizzazioni medicosanitarie in suo possesso. - È richiesto di fornire almeno un esame emocromo effettuato nei 60 giorni precedenti alla partenza. - Verranno effettuati prelievi ematici 3 volte durante il Giro e tutti i giorni verrà fatto un controllo clinico, peso e massa, con un questionario sul benessere psicofisico mentre su una ventina di atleti si farà uno screening più approfondito aggiungendo, tra le altre cose, anche disidratazione e potenza meccanica. - A seguito dei suddetti controlli o comunque tutto ciò che coinvolge l’aspetto medico, sarà la commissione a decidere se l’atleta può o non può proseguire la corsa - Saranno 15 i laureati in scienze motorie che svolgeranno la funzione di tutor delle squadre per travasare dati e rispondere alle esigenze degli atleti e dei team. Laura Guerra
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