A seguito delle proteste dei ciclisti di sabato 10 ottobre, alla partenza del Giro di Lombardia, e di domenica 11 ottobre, alla partenza della Parigi-Tours, il Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Internazionale degli Organizzatori di Corse Ciclistiche (AIOCC) ribadisce il suo forte e incrollabile impegno per tutte le questioni relative alla sicurezza di corridori, squadre e staff, del convoglio di gara e degli spettatori.
Il Consiglio di Amministrazione deplora ogni incidente e le sue conseguenze, talvolta tragiche. L'AIOCC e i suoi 201 membri sono da tempo pienamente impegnati, sia individualmente con le autorità pubbliche delle regioni e dei paesi interessati, sia collettivamente, in particolare con tutti gli organi di governo. La natura specifica del ciclismo su strada – il fatto che la competizione si svolga su strade pubbliche, con ostacoli e arredi urbani poco adatti alle gare agonistiche – rende questa sfida complessa.
Ogni miglioramento richiede un dialogo concertato e costruttivo tra i vari attori del nostro sport. Gli organizzatori delle gare, che si fanno carico dell'intero costo della sicurezza, compiono sforzi considerevoli per garantirla, in un contesto che presenta molteplici sfide e coinvolge numerosi attori, ognuno dei quali deve assumersi la responsabilità del proprio ruolo.
L'AIOCC ha chiesto all'Unione Ciclistica Internazionale e a Safer di implementare a breve due misure:
- Collaborazione con le autorità dei paesi che ospitano gare professionistiche per armonizzare il funzionamento della "bolla" di gara in tutti gli eventi.
- Standardizzazione della segnaletica e dei protocolli di sicurezza in tutte le gare professionistiche.
Parallelamente, è necessario migliorare la comunicazione al pubblico e alle autorità locali sul funzionamento della "bolla" di gara. È fondamentale una riflessione collettiva su come supportare gli organizzatori nell'attuazione di queste misure. La questione del finanziamento di queste misure, così come di eventuali misure future che potrebbero essere prese in considerazione, dovrà essere affrontata in ulteriori discussioni tra tutte le parti interessate.
La sopravvivenza di molti eventi dipende da questo. Chiediamo una sensibilizzazione urgente e collettiva su tutte le cause degli incidenti nelle corse, attraverso un dialogo aperto, costruttivo e sereno che coinvolga gli organi di governo, i corridori, gli organizzatori e i rappresentanti dell'industria ciclistica, al fine di affrontare tutte le problematiche in modo obiettivo e trovare insieme delle soluzioni. Comprendiamo e condividiamo le legittime preoccupazioni dei corridori e i rischi inerenti alla loro professione, ma ci rammarichiamo che la protesta di sabato si sia svolta senza alcun preavviso tra l'organizzatore della corsa e le associazioni dei corridori. Solo lavorando insieme, con calma e rispetto, possiamo progredire nell'interesse e nella passione per il ciclismo.