Otto opere esposte, tre inedite, un laboratorio con gli studenti e cinque opere realizzate dal vivo durante la XXIX edizione de L’Eroica. Per l’artista abruzzese un nuovo incontro tra le sue due grandi passioni: la pittura e il ciclismo.
Colore, strada, polvere e movimento. Latifa Benharara ha portato la sua ricerca artistica nel cuore de L’Eroica 2026, a Gaiole in Chianti, con la mostra personale “TRACCIA – The Soul of the Road”, un progetto nato dall’incontro tra la pittura e il mondo della bicicletta.
Durante i giorni della manifestazione, dal primo al 4 ottobre l’artista ha esposto otto opere, di cui tre inedite realizzate appositamente sul tema di TRACCIA, trasformando in colore e materia ciò che la strada vissuta in bicicletta lascia dentro di noi e, allo stesso tempo, ciò che il nostro passaggio lascia dietro di sé. La strada diventa così memoria, esperienza e paesaggio interiore. La fatica, il vento, la luce, il silenzio e il movimento entrano nelle tele, mentre la traccia reale della ruota della bicicletta diventa gesto pittorico e segno capace di custodire l’istante.
Accanto all’esposizione, venerdì mattina Benharara ha incontrato gli studenti delle scuole medie di Gaiole in Chianti per un laboratorio dedicato alla creatività e alla pittura: un laboratorio dedicato alla Fluid Art, al linguaggio e al significato dei colori, alla materia e alla libertà espressiva, avvicinando i ragazzi all’arte come strumento per raccontare emozioni e percezioni ed esperienze personali.
Il linguaggio e il significato dei colori, il gesto, la materia e la libertà espressiva, avvicinando i ragazzi all’arte non soltanto come tecnica, ma come strumento per riconoscere e raccontare emozioni. L’esperienza artistica è proseguita nei giorni de L’Eroica con delle vere e proprie estemporanee di pittura: davanti al pubblico presente a Gaiole, Latifa Benharara ha realizzato cinque nuove opere dal vivo, facendo diventare il processo creativo parte integrante della festa.
Un incontro particolarmente significativo per l’artista, che da anni vive professionalmente anche il mondo delle due ruote e che proprio con TRACCIA ha scelto di far dialogare in maniera sempre più profonda i suoi due percorsi. «L’Eroica per me è stata un’occasione speciale perché mi ha permesso ancora una volta di unire due parti fondamentali della mia vita: l’arte e il ciclismo. TRACCIA nasce proprio dalla passione della bici e della strada che percorriamo, da quello che vediamo mentre pedaliamo, dalla libertà e dalle emozioni che rimangono dentro di noi, parla anche di quello che ognuno lascia dietro di sé passando. La ruota sulla tela diventa così memoria di un istante realmente vissuto.»
Non è la prima volta che pittura e grande ciclismo si incontrano nel percorso dell’artista. Era già accaduto nel 2024 in occasione della storica Grande Partenza del Tour de France da Firenze, quando Latifa aveva esposto al Museo del Ciclismo Gino Bartali opere dedicate al campione toscano e aveva realizzato una nuova opera dal vivo nel cuore di Piazza Santa Croce, durante gli eventi legati alla partenza della Grande Boucle. Due anni dopo, il nuovo incontro è avvenuto a Gaiole in Chianti, luogo nel quale la bicicletta assume un significato che va ben oltre quello sportivo.
Nata nel 1997 da un’idea di Giancarlo Brocci, L’Eroica è diventata nel tempo un appuntamento internazionale senza perdere il legame con le proprie radici, con le strade bianche e con il territorio toscano. La XXIX edizione ha richiamato circa 8.245 ciclisti provenienti da 58 Paesi. Una comunità internazionale riunita attorno a valori come il rispetto del territorio, la condivisione, la memoria del ciclismo e quella che L’Eroica definisce la “bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”. Per alcuni giorni Gaiole si è trasformata ancora una volta in una grande festa internazionale: biciclette d’epoca, maglie di lana, strade bianche, musica, incontri, esposizioni e migliaia di persone accomunate dalla stessa passione
«Portare le mie opere qui – continua Benharara – ha significato farle entrare nel luogo dal quale in qualche modo sono nate. Vedere persone provenienti da parti diverse del mondo fermarsi davanti ai quadri, osservare la materia, riconoscere in un colore o in una traccia il vissuto appena pedalato è stata forse la parte più bella di questa esperienza. Un ringraziamento particolare va al sindaco di Gaiole in Chianti Michele Pescini, all’ideatore e padre de L’Eroica Giancarlo Brocci e a Franco Rossi, presidente di Eroica Italia ASD, per l’accoglienza, l’attenzione riservatami e la possibilità di inserire la pittura all’interno di una manifestazione che ha fatto del ciclismo, della memoria e del territorio un linguaggio conosciuto in tutto il mondo.»
TRACCIA – The Soul of the Road chiude così la sua esperienza a Gaiole lasciando, come suggerisce il suo stesso nome, un nuovo segno nel percorso artistico di Latifa Benharara. Perché una strada non è soltanto qualcosa che si percorre. È ciò che lascia dentro di noi.
Ed è la traccia che, passando, lasciamo dietro di noi.
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