C’era grande attesa attorno a Paul Seixas, il ventenne francese considerato uno dei nomi più promettenti per la prova in linea dei Campionati del Mondo. La corsa, però, non ha riservato la soddisfazione sperata: Seixas ha chiuso al 15° posto e, scuro in volto, ha parlato di un’occasione mancata. I crampi, ha ammesso, hanno improvvisamente bloccato la sua corsa proprio quando la gara si stava decidendo.
Per lunghi tratti della giornata il giovane transalpino era rimasto con i migliori; la prova, “per corridori di potenza”, sembrava cucita su di lui. Nel finale, però, è apparso chiaro che qualcosa non andava: più volte Seixas si è toccato la gamba sinistra, segno di un dolore crescente che l’ha costretto a ridurre il ritmo. All’arrivo, visibilmente provato, ha rilasciato poche frasi e si è allontanato senza voler parlare più a lungo.
«È stata una gara per corridori di potenza, per me era perfetta. È un'enorme delusione: i miei compagni hanno dato tutto affinché ottenessi il miglior risultato possibile, e invece è un fallimento - ha detto Seixas - Andava tutto benissimo, avevo gambe incredibili. Ma onestamente, ora non ho voglia di parlarne».
I Blues la nazionale francese, avevano elaborato un piano perfetto che avrebbe permesso a Seixas di vincere il mondiale e di diventare il più giovane corridore di sempre a conquistare la maglia iridata nella massima categoria. Purtroppo le cose non sono andate nel verso giusto e ora, al giovane francese è rimasto l’amaro in bocca per un successo mancato. «Quando ho iniziato ad avere i crampi sapevo che sarebbe stata dura, ma ho pensato ai miei compagni e a tutto quello che avevano fatto, così ho tenuto duro fino allo stremo. È un vero peccato dopo aver lottato così tanto. È colpa mia, sono estremamente deluso dalla mia prestazione. Si può dire che manchi poco, ma oggi a me è mancato molto».
La delusione del leader francese fotografa anche il valore della squadra: un lavoro corale che, fino a pochi chilometri dal traguardo, aveva alimentato la speranza di un piazzamento di prestigio. I compagni hanno protetto e spinto Seixas, costruendo l’occasione; il finale, però, ha ribaltato ogni previsione. Per il giovane di Lione resta l’amarezza di non aver potuto ripagare gli sforzi della squadra e la consapevolezza che, in una corsa così tirata, anche un dettaglio fisico può trasformare una giornata perfetta in un rimpianto.
Di qui in avanti il bilancio sarà soprattutto mentale: capire le cause dei crampi, rimettere a punto l’approccio alla preparazione e tornare più forte. Per un talento di vent’anni, la strada resta lunga ma la corsa, più che una tappa, è stata una lezione severa da cui ripartire.