L’hanno ribattezzata “la Piccola Vuelta del Canavese”. E’ una nuova corsa per ricordare un vecchio protagonista, Angelo Conterno che 70 anni fa, nel 1956, fu il primo italiano a vincere la Vuelta a España. La prima gioia: è la prima edizione della corsa, in un periodo in cui si commemorano le ultime o le estinte. La seconda gioia: non è per i professionisti, ma per gli juniores, cioè linfa vitale. La terza gioia: Conterno, che non ha mai smesso di pedalare, si sarebbe emozionato. La quarta gioia: è stato Marco Conterno, il figlio di Angelo, a promuovere la corsa per ricordare il padre. La quinta gioia: l’obiettivo è dare spazio al presente e al futuro del ciclismo, e non solo quello piemontese.
Le iscrizioni si raccolgono sino a venerdì 4 settembre al Velo Club Eporediese, che ha sede a Ivrea in via Torino 231, tel. 349/2533412, indirizzo e-mail veloclub.eporediese@libero.it. Il ritrovo dei partecipanti è fissato per le 11 al campo sportivo di Pertusio, la partenza alle 13.30 ed è previsto uno spostamento ad andatura controllata sino a Salassa. La corsa toccherà poi Oglianico, Favria, Busano, Rivara, Pertusio e Valperga, con un anello da ripetere tre volte. Dopo il terzo passaggio da Salassa, inizierà un tratto in linea che prevede il transito ad Oglianico, Favria, Rivara, Forno Canavese, Pratiglione e Prascorsano. A Prascorsano inizierà un secondo anello, che porterà gli atleti a Canischio, San Colombano Belmonte, Buasca, Cuorgné, Santa Lucia e Prascorsano. Alla conclusione di questo giro, gli atleti proseguiranno nuovamente verso Canischio, San Colombano, Buasca, Cuorgnè, Valperga e Pertusio, dove imboccheranno la salita passando vicino alla chiesa di San Lorenzo, proseguendo verso Case Piandane, Case Rolandi, la frazione Pemonte, Prascorsano e Buasca. L’ultima fatica dei corridori sarà la salita verso San Colombano Belmonte, dove sarà posto l’arrivo. Un percorso impegnativo, alla Conterno.
“Nel 1959 lavoravo come impiegato da Vincenzo Giacotto, direttore tecnico della Carpano – ricorda Italo Zilioli -, nel tempo libero sfogliavo i giornali, leggevo le pagine dello sport, divoravo gli articoli di ciclismo. E fui colpito dall’immagine in cui Conterno frenava in volata e poi appariva sanguinante dopo lo scontro con il fotografo al campionato italiano. Chi lo avrebbe detto che poi, dal 1962 al 1964, saremmo stati compagni proprio nella Carpano. Era un corridore intelligente, scrupoloso, attento. Sembrava già vecchio, invece andava ancora forte, soprattutto in salita. In una corsa in Belgio rimanemmo staccati proprio io, lui e Franco Balmamion. Dei tre era il più fresco. E quando stava bene, pedalava sul velluto”.
“Fu mio compagno di squadra quando vinsi il Giro d’Italia nel 1962 e 1963 – racconta Balmamion -. L’ultima corsa di Angelo fu il Giro di Romagna del 1965, con un circuito da ripetere sei o sette volte che comprendeva la salita della Rocca delle Camminate. Sull’ultimo passaggio Conterno andò via da solo. Ma al traguardo di Lugo mancavano ancora 40-50 km. E anche se, dietro, io e Carletto Chiappano rompevamo i cambi, alla fine Angelo fu ripreso. In volata pasticciammo. Primo Zandegù su Pambianco e Armani, lui sesto, io ottavo e Carletto decimo. Poi Giacotto fece la formazione della Sanson per il Giro d’Italia e lo escluse, non per la condizione, stava benissimo, ma per l’età, aveva più di 40 anni”.
Torinese e torinista (Balmamion: “Per Angelo era più rassicurante la maglia granata della Baratti di quella bianconera della Carpano”), Conterno si rassegnò al calendario, smise di correre da professionista ma continuò da veterano, aprì prima un negozio di dischi, poi si dedicò alla vendita di biliardi e calciobalilla. Adesso, con la Piccola Vuelta, Penna Bianca torna a pedalare.
(fine della seconda e ultima puntata)
(qui la prima puntata)
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