I VOTI DI STAGI. UAE IN SCIA A TADDEO, LA INEOS VINCE L'ALTRO GIRO, BENE BORA, DECATHLON E LE PICCOLE ITALIANE

I VOTI DEL DIRETTORE | 20/05/2024 | 13:52
di Pier Augusto Stagi

INEOS GRENADIERS. 8,5. Se non ci fosse Pogacar, Geraint Thomas sarebbe lì a giocarsi il Giro. Secondo con 15” di vantaggio su Dani Martinez: per il momento entrambi giocano su un altro tavolo, diciamo anche un altro sport. Tra i partecipanti all’AltroGiro, non organizzato da Arbore ma da Vegni, Thomas e la Ineos sono assolutamente i migliori (è prima nella speciale classica dei team). Tredici piazzamenti nei dieci, una vittoria di tappa con Narvaez, una con Ganna e una presenza costante, anche se costantemente restano dietro.


BORA HANSGROHE. 8. Ce la stanno mettendo tutta per contrastare l’extraterrestre, ma per il momento sono lì, a mirare qualcosa di irraggiungibile. Nove piazzamenti nei dieci, una corsa d’avanguardia e la voglia di non lasciare nulla di intentato. Dani Martinez non ha paura a rispondere all’alieno, ma ha la consapevolezza che ad un certo punto è meglio lasciarlo andare per la propria strada, che è su un'altra galassia.


UAE TEAM EMIRATES. 10. È un uomo squadra, perché vale per tutti, anche se Taddeo una buonissima squadra ce l'ha. Grande il lavoro di tutti, soprattutto di Novak e Majka. Nove piazzamenti nei dieci, di cui quattro vittorie di tappa con il mago sloveno. Condotta di gara esemplare quella di Taddeo, il dopo lo è anche di più: con il suo sorriso e con i suoi modi di fare è pressoché disarmante. In gruppo quando parte e va lo vorrebbero maledire cordialmente, ma quando i giochi sono finiti non ce n’è uno che non vada a complimentarsi con lui. Despota illuminato.

DECATHLON AG2R LA MONDIALE. 8. Erano anni che non si vedeva un team transalpino così ben disposto a dare battaglia, a farsi vedere. Insomma, per questo team non c’è solo il Tour, onora la “corsa rosa” come si conviene. Sette piazzamenti nei dieci, una vittoria di tappa con Valentin Paret-Peintre, 4° posto nella generale con il Signor Ben O’Connor. È a meno di un minuto dal podio, c’è ancora spazio per fare qualcosa di buono.

ALPECIN-DECEUNICK. 5. Cinque piazzamenti nei primi dieci, un paio di volate ben fatte da Groves e un Conci che prova a tenere su il morale della truppa: ma la morale è che fin qui hanno raccolto pochino. Non hanno perso un solo uomo, ma hanno perso.

SOUDAL QUICK STEP. 7,5. Due vittorie di tappa con Tim Merlier e Julian Alaphilippe, otto i piazzamenti nei primi dieci, una costante presenza nei momenti più importanti della corsa. Hirt è 10° nella generale: insomma, non sono proprio qui a fare turismo, ma a lasciare un segno su una corsa segnata.

BAHRAIN VICTORIOUS. 7. Ci sono sempre e ci sono in maniera significativa, con il nostro Antonio Tiberi, che al suo esordio nella corsa rosa si fa apprezzare per atteggiamento e voglia di fare, pure troppo. Ma il ragazzo ha temperamento e lo dimostra anche nella tappa che lo mette in crisi: è lì che si giudica un corridore. Lui non si lascia andare, ma resiste con determinata volontà, difendendo una posizione che per un esordiente è già tanta roba: un 5° posto nella generale.

TEAM VISMA-LEASE A BIKE. 6. Perde il bimbo d’oro, Cian Uijtdebroeks, che stava lottando in maglia bianca e per il podio. Perde Laporte, Gesink, Kooij che regala al team una vittoria di tappa e resta lì depotenziata.  Squadra decimata, stanno facendo i miracoli.  

ASTANA QAZAQSTAN. 6. Lorenzo Fortunato ha persino impressionato, per continuità e resilienza. Ieri ha pagato dazio, ma non si può gettare tutto alle ortiche, ha fatto molto in questo Giro ed è probabile che qualcosa ancora di buono farà.

TUDOR PRO CYCLING TEAM. 6. Michael Storer sta facendo tantissimo, per sé e per la squadra. Due perdite importanti (Krieger e Mayrhofer). Sei piazzamenti nei dieci, una buona classifica: non male.

MOVISTAR TEAM. 6,5. Rubio prova a restare là in cima e per il momento ci è riuscito: 9° ad oltre 12 minuti dalla rosa. Una vittoria di tappa con Sanchez, diversi piazzamenti di valore, come quello di ieri con Nairo Quintana, il primo degli umani, nell’AltroGiro.

LIDL TREK. 8. L’avevano dichiarato: siamo al Giro per vincere le tappe. Missione compiuta con Jonathan Milan, che è a quota tre e potrebbe rimpinguare il bottino questa settimana. Maglia ciclamino blindata. Per loro tutto come da programmi. E non cambiate canale.

INTERMARCHÈ WANTY. 5. Perdono Girmay e Petit, ma ciò che perdono è molto. Corsa anonima, da un team che ha un buon nome.

ARKEA B&B HOTEL. 4. Un 4° posto nella terza tappa con Biermans. Penultimo posto nella speciale classifica a squadre. Si fanno notare per un bellissimo motorhome e delle biciclette di altissima fattura.

TEAM DSM-FIERMENICH POSTNL. 6. Erano qui per Romain Bardet, ma al Giro c’è l’avatar del corridore transalpino: gli assomiglia parecchio, ma l’intelligenza artificiale è ancora troppo artificiale. È 7° nella generale? Ma per uno come lui non è chiaramente quello che si era prefigurato. Se nell’ultima settimana torna il vero Bardet…

ISRAEL-PREMIER TECH. S.V. Ci hanno rimesso mezza squadra e francamente sono quasi ingiudicabili. Qualche buon piazzamento, ma il loro Giro è in pratica terminato nella prima settimana e ora sperano solo di tirare fuori qualche colpo a sorpresa.

COFIDIS. 6,5. Un Giro di sostanza, con una bellissima vittoria di tappa con Benjemin Thomas e tante azioni degne di menzione. L’uomo squadra? Chiaramente Simon Geschke, il tedesco che lotta per la maglia azzurra Mediolanum: è di Pogacar anche quella, ma vestirla in nome e per conto è già qualcosa.

VF GROUP-BARDIANI CSF FAIZANÈ. 7. Diverse fughe, tante, tre piazzamenti, due corridori nei venti (Pozzovivo 14°, Covili 18°) in classifica generale, il 9° nella speciale classifica a squadre. Per una squadra piccolina, non è poco.

TEAM POLTI KOMETA. 7. Cinque piazzamenti nei dieci, e che piazzamenti. Al momento sono davanti alla Tudor, che ha ben altri mezzi, ben altri progetti, non dico altri corridori, perché quelli di Zanatta sono buonissimi. Il 16° posto di ieri del giovanissimo Davide Piganzoli, quarto degli italiani all’arrivo, è tanta roba. È un risultato che può dire molto di più della classifica.

EF EDUCATION EASYPOST. 5. Qualche buon piazzamento, un terzo posto ieri con il bravissimo Steinhauser. Un decimo posto tra i team, ma con la struttura che hanno, forse le ambizioni erano diverse.

GROUPAMA FDJ. 4. È chiaramente la squadra che più di tutte fin da Torino sta pensando a Firenze, al Tour. Qui è venuta con corridori già arrivati o mai partiti. Tre piazzamenti tre. Ultimo posto nella speciale classifica. Non servono altre parole.

TEAM JAYCO ALULA. 6. Sono mancate le volate di Mezgec e Ewan, poi è mancato soprattutto Dunbar, ritiratosi nella prima settimana. Tiene in piedi la baracca Filippo Zana, che era venuto qui per provare a vincere le tappe, e ora prova a fare la classifica: è 8°, ma proverà a fare ancora qualcosa.

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COMMENTI
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20 maggio 2024 15:27 Arrivo1991
Non occorre ricordare ogni volta che le piccole sono tali. Se hanno meno budget un motivo ci sara' : manager meno bravi,corridori meno bravi etc etc. E poi, questi risultati non li vedo. Se poi 4 fughe in tv sono chiamate risultato, va bene. Ma la realta' e' un tantino diversa.

Uae 2
20 maggio 2024 18:15 alerossi
Ieri dovevano portare pogacar alla vittoria. Si è arrivati al fatto che pogacar ha dovuto portare se stesso alla vittoria. Grossschartner ha perso 30" da steinhauser (ripeto steinhauser, non quintana) nel suo turno, majka ha fatto il finto gregario. Vi ricordate kwiato che quando tirava per froome si fermava piedi a terra per qualche minuto al termine del suo lavoro e poi arrivava a 20 minuti? Invece il buon majka è tornato nel gruppetto thomas finendo in top15 di tappa. Vuol dire che non ha dato tutto per il compagno.

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20 maggio 2024 20:43 VanDerTrais
Meno budget vuol dire che il proprietario ha meno soldi da spendere per tutto, soprattutto per gli allenamenti con le bici da crono. Quindi sì, è giusto dire che le piccole sono piccole e meritano voti diversi delle grandi squadre.

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