ANDREI TCHMIL SMENTISCE MUSEEUW: «ABBIAMO PARLATO IN ITALIANO, FORSE NON HA CAPITO»

NEWS | 01/03/2022 | 15:56
di Francesca Monzone

Non andrà in guerra, non ne ha nessuna intenzione, anche perché non ci ha mai pensato e non l'ha mai detto. Andrei Tchmil ha smentito quanto raccontato alla stampa belga da Johan Museeuw e riportato sulle testate di tutto il mondo. Nelle accorate dichiarazioni che il Leone delle Fiandre ha dato ai media, aveva raccontato di aver ricevuto una telefonata dal rivale e amico Andrei Tchmil, con il quale aveva corso negli anni ’90, in cui gli riferiva che sarebbe partito per la guerra.


Tchmil all’Equipe ha spiegato che ci sarebbe stato un malinteso al telefono, perché non avrebbe mai affermato di volersi arruolare. In una intervista apparsa sul quotidiano Het Laatste Nieuws Andrei Tchmil ha spiegato con precisione la situazione a Chisinau, città dove vive e che si trova ad appena 185 km da Odessa, importante porto ucraino e a 75 da Transnistria, un aeroporto militare. «Al momento sono tranquillo e non mi sento in pericolo - ha spiegato il vincitore della Sanremo 1999, ma dopo aver parlato con mia moglie che era molto angosciata, abbiamo pensato che sarebbe stato meglio portarla in Romania insieme a nostro figlio di un anno».


Tchmil è nato in Russia, ma ha avuto anche nazionalità ucraina ed ha corso in Belgio, vincendo molte classiche, come la Roubaix del '94. Oggi l’ex campione ha una fabbrica di bici in Moldavia, precisando che non sono preparati per affrontare una guerra. «Quello che sta accadendo in Ucraina potrebbe accadere anche qui – ha spiegato Tchmil –, ma la Moldavia non può andare in guerra, non abbiamo un esercito e siamo un Paese neutrale. Qui ho una fabbrica di bici e anche se il mercato è in crisi ho delle cose da fare e poi abbiamo i nostri animali da accudire».

Tchmil riguardo la telefonata avuta con Museeuw ha spiegato che hanno parlato in italiano e che forse per questa ragione ci sarebbero stati dei malintesi. L’ex campione ha affermato anche di aver parlato con Peter van Petegem. «Molte persone mi hanno chiamato per sapere come stavo e ho ribadito che non possiamo andare da nessuna parte, ma che ho portato mia moglie e mio figlio in Romania per farla sentire più tranquilla. Abbiamo cani e gatti da accudire e ho detto che resterò qui, ma che se dovesse esserci la necessità, prenderò il mio passaporto belga e andrò in Belgio, ma per il momento non ho intenzione di andare via».

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