| 19/12/2008 | 09:53 Con Bruno Risi e Franco Marvulli, è l’atleta che ha vinto tre edizioni della Sei Giorni delle Rose; si tratta di Giovanni Lombardi, oltre trenta successi su strada da professionista, oro olimpico a Barcellona, oggi manager di atleti di primissimo piano.
Zingaro della bicicletta e uomo fidato di grandi campioni, Lombardi ha incontrato a Buenos Aires Claudio Santi per definire, dopo la positiva esperienza di quest’anno, i dettagli del proprio ruolo di direttore di corsa alla Sei Giorni delle Rose 2009.
“Torno sempre con grande piacere a Fiorenzuola – spiega Lombardi – città nella quale ho vissuto per dieci anni e dove mi sono formato ciclisticamente. Ho passato molto tempo nel velodromo allenandomi e testando la mia condizione, innegabile dire che mi trovo proprio come a casa. Essere a bordo pista per relazionarmi con i corridori è indubbiamente un ruolo gravoso che ho condiviso piacevolmente e positivamente con due amici quali Luca Colombo e Marco Villa.”
Proprio con il cremasco Marco Villa, Lombardi ha un legame molto stretto.
“Le nostre carriere sono iniziate quasi contemporaneamente; abbiamo partecipato a diverse edizioni dei campionati del mondo su pista e a manifestazioni a carattere internazionale. Ancora oggi ricordo quando, alla fine degli anni ottanta, noi due ventenni giravamo per tutta Europa partecipando alle sei giorni riservate ai dilettanti (quattro vittorie nella stagione 89/90, n.d.r.). Correvamo ad inizio serata e poi rimanevamo in tribuna fino a notte per assistere alle gare dei big. Successivamente Marco si è dedicato solamente alla pista, disciplina nella quale è diventato uno dei migliori specialisti a livello mondiale. Non potrò certo mancare al suo addio al ciclismo in programma l’8 febbraio 2009 durante la Sei Giorni di Cremona, sarà sicuramente una serata indimenticabile per rendere omaggio ad un grande campione.”
Profondo conoscitore del territorio di confine tra Lombardia ed Emilia Romagna, Lombardi è pronto a scommettere sul successo della prima edizione della Sei Giorni di Cremona.
“Questa manifestazione si svolge in una zona in cui la passione del ciclismo è notevolmente radicata, basta pensare solamente al pubblico che ogni anno gremisce gli spalti di Fiorenzuola, a solo 20 chilometri da Cremona. Una sei giorni invernale ha un fascino particolare, gli spettacoli si susseguono alle gare con il giusto equilibrio per far vivere anche ai meno esperti una serata piacevole. Credo che Cremona sia destinata a diventare una classica delle stagioni invernali, la giusta partenza per avere, nel breve volgere di pochi anni, un appuntamento di primissimo piano in un raggio di 20 chilometri ogni sei mesi.”
Giovanni Lombardi e la Sei Giorni delle Rose, un feeling molto particolare.
“Ho partecipato a sette edizioni della sei giorni vincendone tre ed ogni successo ha qualcosa di speciale. La vittoria che mi ha dato maggiori emozioni a livello emotivo è stata indubbiamente quella ottenuta nella prima edizione, nel 1998. Correvo in casa in coppia con un grande specialista qual è Bruno Risi che per la prima volta nella propria carriera non gareggiava con il suo compagno storico Kurt Betschart. Insomma avevo una serie di responsabilità non indifferenti e a tensione era alle stelle; quando ho tagliato il traguardo al termine dell’ultima americana è stato come liberarsi di un peso, tutto era andato per il meglio. Nel 2004 la soddisfazione è stata quella di vincere con un giovane come Samuele Marzoli, talento di casa cresciuto su quel velodromo. Nel 2003 la vittoria era arrivata con l’argentino Juan Esteban Curuchet; il destino ha voluto che poco dopo io diventassi il tecnico della nazionale argentina e seguissi da vicino la preparazione olimpica proprio di Juan che a Pechino ha conquistato l’oro, sedici anni dopo di me, 76 anni dopo Attilio Pavesi, che vive tuttora in Argentina e che ho avuto il piacere di conoscere con Claudio Santi. Grandi emozioni.”
Ora Lombardi, pavese di nascita, cittadino onorario di Fiorenzuola, spagnolo di residenza e argentino in diversi periodi (ha casa a Buenos Aires) vive il ciclismo a 360 gradi.
“Oltre a seguire come manager diversi atleti, tra i quali Ivan Basso e i fratelli Schleck, dallo scorso anno collaboro a livello tecnico con alcune organizzazioni argentine per l’allestimento di gare. In questo periodo sto seguendo da vicino l’allestimento di tre manifestazioni: il Giro del Sol (16/17 gennaio), il Tour di San Luis (19/25 gennaio) e il Giro della Provincia di Buenos Aires (18/22 marzo). Fare ciclismo ad alto livello in Sudamerica non è facile per ovvi motivi di distanza, per questo l’impegno è notevole ma la soddisfazione di vedere atleti di primo piano gareggiare in questo paese è grande.”
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