MONTREAL 2026. VAN DER POEL: «HO CORSO COME VOLEVO, NON POTEVO ASPETTARE E L'IMPRESA POTEVA RIUSCIRE...»

MONDIALI | 28/09/2026 | 11:14
di Francesca Monzone

Mathieu Van der Poel non ha conquistato la maglia iridata, ma a Montreal è stato comunque uno dei protagonisti assoluti di una gara folle, estenuante e imprevedibile. L’olandese ha chiuso al terzo posto, al termine di una prova interpretata con coraggio e aggressività. L’oro è andato allo statunitense Brandon McNulty, autore di un’azione sorprendente e perfettamente calibrata e rimasta in sospeso fino alla fine.


Van der Poel ha corso per vincere, senza attendere l’ultima salita né lo sprint tra i favoriti. A 74 chilometri dall’arrivo ha acceso la corsa con un attacco da lontano, provando a spezzare gli equilibri e ad anticipare gli specialisti delle pendenze più dure.


«È facile analizzare le cose a posteriori — ha spiegato VdP, già iridato a Glasgow nel 2023 -. Anche quando parte un attacco pensi: “Accidenti, manca ancora tantissimo”. Tuttavia, le gare dei giorni scorsi avevano dimostrato che su questo percorso sarebbe stato difficile organizzare un inseguimento. Tutto dipendeva dalla collaborazione degli inseguitori».

L’olandese aveva un piano preciso: rendere la corsa dura prima della Côte Camillien-Houde, la salita destinata a decidere il Mondiale. «Mi sentivo bene e volevo indurire la gara, proprio per anticipare gli attacchi dei corridori più forti sulla salita. Altrimenti avrei avuto vita difficile. Se dietro c’è un po’ di esitazione, l’impresa può riuscire».

Per lunghi tratti, l’azzardo sembrava poter funzionare. Anche quando McNulty aveva già preso il largo con un’azione solitaria: al penultimo giro conservava 14” di vantaggio. «Poco dopo, però, il gruppetto si è sparpagliato lungo la strada e l’inseguimento si è fermato. È stata una gara incredibilmente estenuante: quasi tutti, a un certo punto, si sono staccati. Non potevo fare molto altro se non tentare il tutto per tutto e sperare che il gruppo si ricompattasse».

Anche la sfortuna ha avuto il suo peso. Il Belgio non è riuscito a esprimere tutta la propria forza e diversi corridori, dopo essersi staccati, sono rientrati nelle fasi decisive. Il margine su McNulty si è ridotto, ma non abbastanza. «Ho sempre creduto che fosse possibile riprenderlo - continua Van der Poel -. L’attacco di McNulty era importante: aveva già corso bene su questo percorso ed era un nome che tenevo d’occhio. Non credo, però, spettasse a me reagire».

Il bronzo, dunque, ha il sapore di un’occasione mancata, ma anche quello della conferma. «Avrei preferito la maglia iridata, ovviamente, ma ho corso esattamente come volevo. Ho disputato una gara di grande spessore. Sono riuscito a prevenire ogni volta gli attacchi da dietro. Era questo il piano. È mancato davvero poco, ma purtroppo non ce l’ho fatta».

Il commissario tecnico Moerenhout lo ha definito «l’uomo della giornata. Ha corso una gara fantastica. Ha conquistato il bronzo ed è arrivato davvero vicino alla vittoria. McNulty ha scelto il momento tattico giusto e ha corso con grande forza».

Secondo Moerenhout, Van der Poel aveva cercato di evitare uno scontro diretto sulla salita finale con corridori più leggeri come Isaac Del Toro e Paul Seixas. «Se aspetti le fasi finali, l’accelerazione decisiva in salita diventa l’elemento chiave. Mathieu voleva evitarla. Era già riuscito a logorare Del Toro e Seixas in precedenza».

Resta il rimpianto, inevitabile quando la vittoria sembra a portata di mano. «Si corre per vincere, ed è così che si perde l’oro — ha ammesso Moerenhout —. È un peccato, perché la vittoria era possibile. Ma ha conquistato il bronzo e possiamo esserne orgogliosi. Questo dimostra che tipo di corridore da campionato sia».

Van der Poel ha anche apprezzato il carattere caotico della prova, disputata senza auricolari. «Correre senza auricolari è la cosa migliore in assoluto. Regala sempre le gare più belle. Devi correre d’istinto, ed è proprio quello che preferisco».

Per il trentunenne olandese si è trattato dell’ultima gara su strada della stagione. Ora lo attendono gli impegni con lo sponsor Premier Tech e il ritorno a casa, dove lo aspetta una novità ancora più importante del ciclismo: la nascita del primo figlio.

«La stagione di ciclocross? Non ci ho ancora pensato. Diventare padre per la prima volta è qualcosa di davvero speciale. Vedremo».

La maglia iridata è sfumata. Ma il bronzo di Montreal racconta ancora una volta la natura di Van der Poel: un fuoriclasse disposto a rischiare, incapace di accontentarsi e sempre pronto a trasformare una gara in uno spettacolo.


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COMMENTI
Mvdp onore a te
28 settembre 2026 11:51 Pacho1807
Ha fatto saltare il banco…… poi mcnulty è stato il più intelligente tatticamente!!!!!!
Evenepoel non ha numeri per replicare la vittoria a crono…. Seixas ha voluto fare gara dura e ha pagato dazio!!!!!
In assenza del padrone incontrastato speravo in un del toro più attento tatticamente……. Avevano ridotto il distacco a un inezia poi……. L’indecisione lì dietro ha premiato l’americano!!!!!! Certo che quest’altro anno sarà dura vedere l’iride gregaria🤣🤣🤣

Bronzo
28 settembre 2026 12:14 Thelonious
Van der Poel non aveva certo bisogno di un bronzo al mondiale per dimostrare di essere un campione. Ha voluto strafare e l' ha pagata, e lo sa pure lui visto com' era imbronciato sul podio. Una volta partita la fuga a 6 con Van Aert per ben due volte ha dato accelerazioni violente per scremare ulteriormente il gruppetto. Il motivo? Lui corre così e gli piace dare spettacolo. Tatticamente sono state due mosse azzardate a dir poco. 6 corridori di nome che dietro tengono bloccate 6 squadre: meglio di così....Poi hai tutto il tempo che vuoi per accelerare negli ultimi 2-3 giri. Fare quello che ha fatto vuol dire sprecare un mucchio di energie solo per la smania di dare spettacolo. E alla fine quelle energie spese le ha pagate: avrebbe vinto con una gamba sola se avesse avuto una condotta di gara più accorta e più tranquilla

Ha un palmares...
28 settembre 2026 13:07 VanDerPogi
...che vale i due fratelli De Vlaeminck messi assieme. Un mondiale su strada lo ha già vinto. Ha corso a modo suo e per me ha fatto bene.
Lo ha detto nelle interviste, che per sperare di vincere doveva anticipare gli scalatori. Ha portato via una fuga bellissima. Doveva sperare solo in una piccola indecisione degli inseguitori.
Se Scaroni/Piganzoli non avessero inutilmente tirato in quel momento di melina, e se Del Toro non si fosse messo a tirare ad ogni salita senza chiedere cambi, avrebbe preso un paio di minuti, e forse saremmo qui a parlare di capolavoro.
Un duo Van Der Poel / Simmons sarebbe anche potuto andare all'arrivo...
È andata così, e ancora una volta, siamo qui a parlare di mondiale spettacolare grazie a fenomeni come lui.

Thelonius
28 settembre 2026 13:14 Miguelon
È esattamente come dici.

VdP
28 settembre 2026 13:42 Robtrav
Se vogliamo ragionare con il senno di poi Vdp il mondiale l'ha perso seguendo Van Aert che invece non ne aveva e semplicemente perchè ha trovato una nazione USA fortissima che è riuscita ad arrivare nel momento chiave con tre uomini. Fosse scattato ai meno 50 molto probabilmente sarebbe stato tardi e si sarebbe dovuto limitare ad inseguire. Merito a MC Nulty, Simmons e Jorgenson per la gara. Direi che più che perderla gli altri l'hanno vinta loro

Vdp
28 settembre 2026 14:07 De Vlaemink69
A me è sembrato come il suo solito smania di protagonismo...voleva fare come Pogacar, è stato gasato dai media x la fuga in Lussemburgo ( ma era gente di serie B). Ma Pogi è una spanna sopra bisogna riconoscerlo.

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