MAS. «COMINCIO A CREDERCI PERCHE' QUESTA MAGLIA MI DA' GRANDE MOTIVAZIONE»

VUELTA | 04/09/2026 | 08:33
di Francesca Monzone

Lo spagnolo Enric Mas brilla sempre di più e, da leader ritrovato quasi per caso dopo il ritiro di Pogacar, adesso  è l’uomo deciso a difendere la maglia rossa fino a Granada.


Per il trentunenne di Artà, la maglia rossa adesso è un obiettivo reale: «Mi dà più motivazione che serenità». Per qualche giorno l'ha indossata quasi con pudore, come se quella maglia rossa non fosse davvero sua. Enric Mas aveva scelto di non vestirla dopo il ritiro di Tadej Pogacar, al termine dell'ottava tappa, perché in quel momento la Vuelta aveva appena perso uno dei suoi protagonisti più attesi e lo spagnolo non aveva voluto trasformare una tragedia sportiva in una festa personale.


Ora, però, la storia è cambiata. Dopo la dodicesima tappa, con l'arrivo in salita a Calar Alto, Mas ha dimostrato ancora una volta di voler arrivare fino a Granada con la maglia di leader sulle spalle. Non soltanto perché la classifica glielo consente, ma perché la sua Movistar ha ormai assunto il ruolo di squadra da battere e lo spagnolo sembra aver trovato dentro di sé la convinzione necessaria per difendere il primato.

Pogacar è uscito di scena dopo la caduta che lo ha costretto ad abbandonare la corsa. Mas si è ritrovato improvvisamente davanti a tutti. Una situazione che avrebbe potuto creare pressione, dubbi e responsabilità. Invece, giorno dopo giorno, il corridore spagnolo sta rispondendo con una sicurezza che forse non aveva mai mostrato con questa continuità.

Anche ieri, nella tappa verso Calar Alto, la Movistar ha corso con un piano preciso. Nessuna improvvisazione, nessun timore di dover controllare la corsa. La squadra ha lavorato dal primo all'ultimo chilometro, proteggendo Mas e gestendo le energie nel modo migliore.

«In gara abbiamo mantenuto il piano iniziale, ed è andato esattamente come avevamo detto sul pullman. Penso che tutta la squadra, guardando la tappa in TV, abbia potuto vedere il fantastico lavoro che abbiamo fatto, dal primo all'ultimo corridore. Voglio solo ringraziarli perché siamo una grande squadra».

Parole che raccontano bene il momento della Movistar. Il peso della maglia rossa non è soltanto sulle spalle di Mas: è diventato un obiettivo condiviso da tutta la squadra. E proprio per questo, quando gli è stato chiesto se avesse sentito la mancanza di un uomo in più in salita, considerando l'assenza di Pogacar, Mas ha risposto senza esitazioni.

«Certamente potevo essere  preoccupato se ci fosse stato quell’ultimo scalatore in salita, ma oggi la squadra è stata fantastica. Nessuno si è fatto avanti» ha detto Mas pensando all’assenza dello sloveno.  

Pogacar non è più nella Vuelta, ma la sua presenza continua a pesare sul racconto della corsa. Mas lo sa bene e non nasconde quanto sia un peccato non averlo più al suo fianco nella battaglia per la classifica.

«È vero che è un peccato non averlo qui. Come sapete, è un corridore fortissimo, e a causa di circostanze ciclistiche, per via di una caduta, non possiamo averlo».

Ma il ciclismo non aspetta nessuno. E Mas, insieme alla Movistar, ha dovuto cambiare rapidamente prospettiva.

«Ci siamo dovuti dividere durante la tappa, e penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro».

Il risultato ottenuto a Calar Alto ha confermato che la squadra sta andando nella direzione giusta. E quando gli è stato chiesto se fosse quello che si aspettava, Mas ha risposto con la calma di chi ormai comincia a credere davvero nella possibilità di arrivare in fondo da leader.

«Beh, penso che sia stato praticamente il risultato che volevamo».

La classifica, adesso, gli offre anche un margine che può essere prezioso nelle prossime tappe. Non abbastanza per permettersi di rilassarsi, ma sufficiente per guardare al futuro con maggiore fiducia.

«Questo vantaggio non mi da certamente tranquillità. Ovviamente non puoi rilassarti completamente, ma mi dà più motivazione che serenità. È qualcosa di estremamente positivo».

È una frase che racconta il nuovo Enric Mas. Il leader della Vuelta non vuole amministrare semplicemente un vantaggio: vuole sfruttarlo per continuare a spingere, per correre davanti, per difendere quella maglia che ormai sente sempre più sua.

«Penso che se la squadra reagisce, devo reagire anch'io, e per ora lo stiamo facendo, quindi godiamocelo».

È forse la domanda più importante. Perché Mas, da quando si è ritrovato in testa alla Vuelta, sembra avere qualcosa di diverso. Non soltanto nelle gambe, ma soprattutto nella testa. Negli anni lo spagnolo ha spesso mostrato il talento necessario per puntare alla classifica generale di un grande giro. Ha conquistato podi alla Vuelta, ha attraversato momenti di grande brillantezza e altri di difficoltà. Ma questa volta sembra esserci una consapevolezza differente.

La maglia rossa non è più qualcosa da proteggere con paura. È diventata qualcosa da difendere con orgoglio. «Comincio a crederci, perché finora è stato evidente quello che ha detto la strada».

Poche parole, ma importanti.

Mas comincia a crederci davvero. E mentre Granada si avvicina, la Vuelta assume un volto nuovo. Pogacar non c'è più, la corsa è diventata più aperta e lo spagnolo si è ritrovato al centro della scena.

Prima non aveva voluto festeggiare quella maglia, quasi per rispetto verso il campione sloveno e per le circostanze che lo avevano portato al comando. Adesso, invece, Enric Mas ha un obiettivo preciso: conservarla.

Gli avversari sono ancora tanti e la Vuelta ha ancora montagne, chilometri e insidie da affrontare. Ma la Movistar ha dimostrato di essere pronta a fare la sua parte. E Mas, finalmente, sembra pronto per il podio più importante.


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COMMENTI
POCA ROBA
4 settembre 2026 09:09 Pinabellato60
ha dato 27 secondi ai diretti inseguitori giungendo al traguardo alle spalle di un ex corridore come Lutsenko..........

Giusto
4 settembre 2026 09:17 Forza81
Attualmente in salita ha una marcia in più,è lecito avere attese.
Dopo anni di vedo/non vedo, è pronto per un grande obbiettivo

Pinabellato60
4 settembre 2026 10:41 The punisher
Qualcuno dovrebbe avvisare Lutsenko, che corre nella categoria degli ex. Ci pensi tu ?

Pinabellato60
4 settembre 2026 10:48 Frank46
Ma cosa c'entra che Lutsenko era in fuga e aveva 7 minuti di vantaggio prima di iniziare l'ultima salita.

Ma si può essere così faziosi o incompetenti?

Poi una trentina di secondi non sono pochi.. Ha staccato Gall, Roglic e Carapaz e non è la prima volta che lo fa, non ha caso ha conquistato due minutini di vantaggio malgrado avesse perso molto a cronometro... Dove sta scritto che è scontato staccarli e che se li stacca è pure poca roba?

Tra l'altro evidentemente ti sei perso la tappa in cui ha dato distacchi più pesanti ai suoi diretti avversari e sopratutto è riuscito ad arrivare al traguardo assieme a Pogacar che aveva dato tutto per staccarlo ma alla fine è stato ripreso.

Quanti corridori hai visto in questi ultimi anni arrivare assiem a Pogacar in una tappa di montagna di un GT?


Lutsenko
4 settembre 2026 11:15 Giovanni c
Definirlo un ex mi pare esagerato. Giusto un tantino.

Pinabellato60
4 settembre 2026 11:47 Stef83
Cmq Lutsenko faceva parte della fuga iniziale, che ha preso la salita con circa 5 min di vantaggio.

Pinabellato60
4 settembre 2026 12:45 Giant21
È arrivato dietro a Lutsenko, probabilmente la corsa non l'hai vista, Lutsenko faceva parte della fuga.

Giant21 Stef83
4 settembre 2026 15:53 Pinabellato60
Mi confermate che è arrivato dietro a Lutsenko, contrariamente ad altri componenti della fuga..........

Frank46
4 settembre 2026 16:03 Pinabellato60
Perchè mi dai del fazioso? Ho forse parlato a favore di alcuno? Incompetente tra noi due certamente non sono io. In quanto ad aver visto ho visto tutto ed anche di più. Ne ho visti di corridori arrivare davanti a Pogaciar su un arrivo in salita, eccome! Quello che mi ha più impressionato e stato il vincitore del giro dell'Emilia 2022................

Pinabellato60
5 settembre 2026 07:59 Stef83
Negli ultimi 3 anni hai visto corridori arrivare davanti a Pogacar in salita?
Oddio, mi sa' che ho visto altre gare allora...

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