ADDIO AL PROFESSOR GIOVANNI GIACCONE, L'UOMO DEI PIÙ INCREDIBILI RECORD IN BICICLETTA

LUTTO | 11/06/2026 | 13:53
di Paolo Broggi

La storia ci racconta che sono dodici gli esseri umani che hanno camminato sulla superficie della luna, ma ci piace pensare che ci sia stato un tredicesimo uomo che lassù ci è arrivato più volte. Naturalmente in bicicletta.


E chissà, ora che ha lasciato per sempre questa terra, se è proprio là che il professor Giovanni Giaccone ha fissato un nuovo traguardo, prima di iniziare a pedalare verso il paradiso.


Il professore se n’è andato a 89 anni, vinto in pochi mesi da un tumore implacabile: sul suo diario, l’ultima annotazione è datata 27 febbraio, quel giorno ha compiuto gli ultimi dei suoi 2.302.605 chilometri in bici. Ovvero sei volte la distanza dalla terra alla luna, oppure come percorrere più di 56 volte l’Equatore o ancora aver affrontato 650 volte il Giro d’Italia. Gli ultimi tre chilometri li ha percorsi per andare da casa sua in ospedale e fare gli accertamenti, con la scoperta di quel tumore che se l’è portato via...

PRIMATI INCREDIBILI. I primati in bicicletta del Professore sono davvero incredibili, come racconta Matteo Borgetto sulle pagine de La Stampa
ìHa pedalato più di 40 mila km all’anno per quarant’anni, dal 1983 al 2022. E per altri 22 anni (non consecutivi) ha macinato più di 50 mila km, con un record di 59.180 km nell’anno solare 2007 (media di 162 km al giorno) e un record mensile di 6.047 km nel maggio 2005 (media 195 km al giorno). Ancora: per 18 anni completi tra il 1990 e il 2012 è salito in sella ogni giorno. Dal 1989 al febbraio 2006 ha trascorso 6.086 giorni consecutivi in bicicletta.

ANCHE IN VACANZA. A Cuneo tutti lo hanno visto in bici, diretto ad affrontare in sella alla sua Colnago Eps una delle salite preferite: Colle di Tenda, della Maddalena, della Lombarda, dell’Agnello e Sant’Anna di Vinadio, il santuario più alto d’Europa. Sempre in bici anche in vacanza con la moglie in tutta Italia («Abbiamo girato tutti i capoluoghi regionali, da Nord a Sud») e all’estero: Svizzera, Austria, Isole Canarie, Francia, Irlanda, Scozia e Islanda (2.000 km). 

PROFESSORE. Professore di matematica, impegnato in vari istituti cuneesi, serali comprese per aiutare tanti studenti lavoratori, quando nel 1993 e 1994 fu chiamato a raggiungere Terni e Gorizia in qualità di commissario agli esami di Maturità, andò in bicicletta spedendo la valigia in albergo. In bicicletta anche d’inverno, non si stancava mai. «Certo che mi stanco ma solo quando sto fermo» la battuta che regalava a chi gli chiedeva. Due soli stop: nel 2006 per un intervento chirurgico e nel 2023 per un incidente con frattura del femore che lo bloccò per oltre cinque mesi. 

PASSIONE. La sua passione era nata da bambino, quando il padre promise a lui e al fratello gemello Luciano una bici in regalo per il conseguimento del diploma di “avviamento”. Il padre purtroppo morì, ma la mamma volle rispettare la promessa e, pur con grandi sacrifici, le bici arrivarono ai due fratelli nel 1951: con Luciano, il professore Giaccone ha partecipato a numerose gare preferendo  le randonnée, la Parigi-Brest-Parigi, la Bergamo-Roma-Bergamo e via elencando, concludendo sempre la fatica con una buona birra.

Giovanni Giaccone lascia la moglie Anna, il figlio Luca (bibliotecario alla Civica di Cuneo, curatore nazionale della Guida alle birre d'Italia di Slow Food e giudice internazionale nei concorsi birrari) e la sua famiglia: i funerali saranno celebrati domani, venerdì 12 giugno, alle 10, al tempio crematorio di Magliano Alpi.

Saranno i suoi familiari a custodire ora quel diario zeppo di numeri e di aggiornamenti, con il racconto - numeri sì, basta saperli leggere - di quei viaggi sulla luna, intorno al mondo, per le strade più amate o sconosciute, di quella vita interamente vissuta pedalando.


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COMMENTI
Condoglianze
11 giugno 2026 18:35 Greg1981
Anche senza citare la marca della bici. Grazie

Rip
11 giugno 2026 19:30 Albertone
Una grande passione, indubbiamente

Spiace
12 giugno 2026 23:07 titanium79
Condoglianze.
Sui numeri esprimo ben più di un dubbio.
18 anni senza saltare 1 giorno ? Mah.
Negli anni 80, come calcolava i km ?

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