RICORDATE MURILO FISCHER? OGGI DIRIGE "RACING FOR CHANGE BRASIL" SPIN-OFF DEL PROGETTO SOCIALE DELLA NSN

NEWS | 02/05/2026 | 08:20
di Nicolò Vallone

Se chiedessimo agli appassionati di ciclismo italiani di fare il nome di un corridore brasiliano, è probabile che il nome più ricorrente sarebbe quello del classe 1979 Murilo Fischer: uno spunto veloce che gli ha portato in cascina 13 vittorie da professionista, tra cui un Giro del Piemonte e un Romagna, e una vita da "trevigiano d'adozione" (sulle orme delle origini materne) dal 2001 al 2017, coincisa grosso modo con la sua carriera da corridore, nella quale ha corso al fianco di capitani come Pozzato, Nibali, Pinot e Demare.


Se gli chiedete quali siano i ricordi più belli, vi parlerà sicuramente di Mondiali e Olimpiadi, di grandi giri con le maglie Liquigas, Garmin e FDJ, dell'onore di essere l'unico straniero in un team francese di riferimento nel 100° Tour de France... ma se gli chiedete il ricordo per eccellenza, vi menzionerà una vittoria ancora da dilettante: la Popolarissima del 2003, con quel team Spercenigo che lo aveva accolto a braccia aperte infondendogli la sicurezza di poter vivere di ciclismo (nel 2004 passerà professionista nella Domina Vacanze di Vincenzino Santoni) e in quella Treviso «che mi ha riservato un affetto che va davvero oltre, ogni anno ci torno e provo la forte emozione di rivedere i miei migliori amici». A partire da Marco Varisco, maestro del vetro e del cristallo che come tantissimi da quelle parti è affetto dalla sana malattia della bicicletta.


Oltre che nella "sua" Treviso, dal 2019 ogni estate Murilo Fischer si reca in Francia, come accompagnatore e guida ufficiale degli ospiti del Tour dal villaggio di partenza fino all'arrivo di tappa. Un modo per respirare e condividere quel mondo che gli è a lungo appartenuta.

Ma oggi, a tenerlo occupato, c'è un'altra attività legata allo sport della bici. Legata molto meno all'agonismo e alle grandi gare, molto più connessa col proprio Paese e col valore sociale della bicicletta: Fischer è il "direttore d'orchestra" dello spin-off brasiliano del progetto Racing for Change, creato durante la pandemia dal team Israel per migliorare la vita di oltre centomila persone nell'area di Bugesera in Ruanda, attraverso forniture di biciclette e la costruzione d'infrastrutture ciclistiche.

A raccontarci tutto è lui stesso, dall'altro capo del telefono e del mondo: «Il brasiliano Dany Roizman, che col suo fondo Brainvest è sponsor dell'attuale NSN, ha voluto abbracciare il progetto "ruandese" e replicarlo in Brasile, vista la grande necessità di aiuto sociale, soprattutto nel nord e nel nord-est ma non solo lì; Dany ha coinvolto nel progetto il nostro connazionale Alexandre Carmona e insieme loro hanno coinvolto il sottoscritto. In Brasile non siamo tanti ad avere un'esperienza ad alti livelli nel ciclismo e, di fronte a iniziative del genere, come puoi dire di no?»

Stando in una metafora ciclistica, quindi, Fischer sarà il capitano di una formazione diretta da Roizman e Carmona. Col suo perfetto italiano, ci spiega in cosa consisterà Racing for Change Brasil: «Il progetto principale prevede la formazione sia ciclistica che personale di ragazzi e ragazze tra i 13 e i 17 anni provenienti da situazioni disagiate. Stiamo individuando alcune scuole ciclismo già esistenti per supportarle attivamente, fornire loro delle bici, che oggi sono un bene sempre più costoso, e organizzare corsi extra-scolastici di materie come inglese ed educazione economica. Vogliamo rendere la bicicletta un ponte di trasformazione in ogni luogo e struttura dove riusciremo ad agire, Dany e Alexandre stanno raccogliendo fondi e la Federciclismo brasiliana ci sta aiutando. Per ora siamo in contatto con 2-3 scuole ciclismo di comprovata serietà a San Paolo, che è una grande città e ha una maggior cultura della bici in virtù della forte migrazione italiana ed europea, ma più persone avremo concretamente accanto a noi e più strutture in più aree del Brasile potremo includere nel progetto. L'obiettivo primario non è quello di farli diventare professionisti, anche se ovviamente sarebbe bello contribuire a lanciare qualche atleta sulle orme ad esempio di Henrique Bravo (al secondo anno nella Soudal Devo) ma il senso profondo è quello di aiutare più ragazzi possibile ad allenarsi, approfondire la propria istruzione e costruirsi un futuro migliore».

Nella foto: Dany Roizman, Alexandre Carmona, Murilo Fischer

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