POLTI VISITMALTA, LONARDI A TERRA IN TURCHIA A 10 GIORNI DAL GIRO: “NIENTE DI ROTTO MA C’È DISPIACERE”

INTERVISTA | 29/04/2026 | 08:45
di Federico Guido


Ha destato grande spavento la caduta in cui, nel finale della seconda tappa del Giro di Turchia, è rimasto coinvolto Giovanni Lonardi. Il velocista della Polti VisitMalta, atteso tra meno di due settimane ad un impegno di spessore chiamato Giro d’Italia, è infatti finito a terra in malo modo a causa di un’improvvida manovra da parte di un ragazzo turco che, con un po’ troppa foga, ha perso l’equilibrio proprio al suo fianco trascinandolo ad alta velocità sull’asfalto.


Nonostante la dinamica piuttosto ruvida, Lonardi però si è presentato comunque al via della terza frazione da Marmaris dove, abbondantemente incerottato, prima di agganciare il pedale ha esternato ai nostri microfoni tutto il suo disappunto per un capitombolo che poteva essere evitato e che, invece, lo porterà ad approcciare la Corsa Rosa con qualche ammaccatura di cui certamente avrebbe fatto a meno.

“È una corsa dove, fin dal primo giorno, c’è parecchia confusione. Io son finito a terra perché un corridore turco, che già all'ultimo chilometro ci aveva quasi fatti cadere, ha fatto un po' il kamikaze…per fortuna non ho rotto niente ma dispiace più che altro perché così ci si fa male e io a breve ho un Giro d'Italia da fare” ha commentato lo sprinter veronese non nascondendo il fastidio per un episodio arrivato in un frangente della stagione dove tutto stava andando nella direzione auspicata.

“Stavo bene. I valori, gli allenamenti, ogni cosa era come doveva essere prima del via di questa corsa dove ero venuto con l’intento di rifinire la condizione approfittando anche del clima sempre gradevole da queste parti e invece siamo finiti a terra in questo modo. Per carità, è qualcosa che succede, ma quando capita in questa maniera un po’ dà fastidio. Inoltre, noi avevamo ricevuto il giorno prima un cartellino giallo ma né a nostro avviso noi né secondo la squadra che avremmo danneggiato era stata commessa alcuna scorrettezza, mentre in questo caso non è stato preso alcun provvedimento” ha proseguito Lonardi prima di analizzare brevemente quanto fatto da lui nei primi quattro mesi del 2026.

“Sicuramente per me, da velocista, sarebbe stato meglio vincere, ma riuscirci non è mai facile. In generale, sono abbastanza contento, ho avuto un po' di sfortuna qui e lì (vedi Almeria dove anche in quel caso sono caduto), ma non è andata così male. Speravo di far bene qui, cosa che quasi sempre mi è riuscita in passato, ma siamo caduti. In ogni caso, tra oggi e domani, magari proveremo di nuovo a buttarci nella mischia”.

Se ciò non dovesse accadere, la Polti VisitMalta potrà comunque contare per le volate dei prossimi giorni sull’altro sprinter di punta del proprio roster, Manuel Peñalver, ragazzo con cui Lonardi non ha alcun problema a cooperare per far brillare i colori della formazione di Basso e Contador negli arrivi veloci.

“Ci troviamo bene, è già qualche anno che corriamo insieme, ma farlo qui non è facile, perché non siamo gli unici a lanciarci in volata in due” ci ha rivelato il ventinovenne corridore veneto. “Altre formazioni, infatti, hanno due o anche tre uomini impegnati allo sprint e, nel complesso, non ci sono treni definiti. In più ci sono anche queste squadre locali che non sono abituate a correre spesso in Europa e non seguono le nostre dinamiche, ma ce ne facciamo una ragione. A parte questo, ci troviamo bene insieme, collaboriamo e parliamo tra di noi ma qua, come anche da altre parte in realtà, i finali sono davvero caotici con gente che, a volte, si lancia davvero come se non ci fosse un domani” ha ribadito Lonardi, pronto poi a dire la sua su un tema di grande attualità come quello della sicurezza degli sprinter al giorno d’oggi.

“Non è che siamo meno tutelati, è che, rispetto una volta, è diverso. Prima in volata c’erano più treni e alcuni aspetti erano più definiti, oggi invece c’è più confusione con meno uomini al fianco dei velocisti ma più squadre che si lanciano in volata. Poi, è vero, le bici sono più veloci, ma non bisogna dimenticare che spesso corriamo su strade e in condizioni di sicurezza su cui bisognerebbe riflettere. Da questo punto di vista, a mio avviso, c’è da lavorare ancora tanto. Alcuni pensano che certi problemi si possano risolvere semplicemente magari togliendo due moto, ma quando poi vai a fare a gare “minori” ecco che puntualmente ti ritrovi a riscontrare le stesse situazioni di sempre” ha spiegato Giovanni dando la sua visione sulle criticità che ancora interessano il mondo delle volate e, più in generale, il ciclismo su strada contemporaneo.

“C’è parecchio da migliorare, insomma. Anche la somministrazione di cartellini gialli e squalifiche dovrebbe avvenire con un metodo più definito: qua al Turchia, se si fossero analizzati i video delle prime due tappe, sia il primo che il secondo giorno si sarebbero dovute squalificare tre o quattro persone. Per questo, secondo me, bisogna avere una linea precisa che dica cosa è ammesso e cosa no e applicarla”.

Sul fronte dell’ottimizzazione e applicazione dei regolamenti per Lonardi, dunque, c’è ancora tanta strada da fare, mentre per quanto riguarda i risultati stagionali della sua Polti VisitMalta, la rappresentativa italiana si può dire che, fin qui, ha compiuto un cammino sicuramente convincente conquistando, tra successi e piazzamenti, un corposo quantitativo di punti UCI e un piazzamento abbastanza tranquillo nel ranking a squadre.

“Siamo contenti di ciò che abbiamo fatto. Domenica scorsa abbiamo portato a casa un primo e un secondo posto al Giro dell’Appennino, ad Hainan in precedenza avevamo raccolto tanti punti… dobbiamo continuare così adesso anche perché credo sia ancora prematuro iniziare a fare calcoli. Ivan e Alberto? Anche loro, come tutto il team, sono soddisfatti, il morale è alto e anche qui, come in tutte le altre gare che abbiamo disputato e che correremo in futuro a partire dal Giro, cercheremo sempre di far bene” ha annunciato un Lonardi che, una volta archiviati il dolore e le ammaccature, non esiterà a lanciarsi nuovamente in volata per regalare alla sua compagine, che sia alla Corsa Rosa o stringendo i denti anche qui al Turchia, nuovi motivi di giubilo.


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