LA ZAMPATA DI RE LEONE. YATES IL FAVORITO, ROGLIC UN'INCOGNITA MA NON E' IL SOLO...

VUELTA | 17/08/2024 | 08:20
di Claudio Ghisalberti

LISBONA. Non ci saranno Pogacar, Vingegaard ed Evenepoel - ovvero il podio del Tour - ma questa Vuelta si preannuncia lo stesso spettacolare. Anche il fatto che non ci sia un netto favorito la rende più imprevedibile. Chi potrà indossare la maglia rossa domenica 8 settembre a Madrid? Sentiamo cosa ne pensa Mario Cipollini.


Mario, partiamo dal numero 1: Sepp Kuss vincitore uscente.
«Kuss è un po’ un mistero come del resto la sua Visma. Lo scorso anno vinsero Giro, Tour e Vuelta mentre quest’anno fanno fatica ovunque. La squadra non ha vinto nulla di importante e il secondo posto di Vingegaard al Tour per loro non è un grande risultato, ma una grande sconfitta. Da Kuss quest’anno mi aspettavo di più visto che nel 2023 ha disputato tutti e tre i grandi giri andando sempre più forte. In questa stagione, Covid o meno, non ha corso né Giro, né Tour. Ho letto che dice di essere al via senza pressioni, ma di solito chi dice così è perché ne ha troppa. Del resto, per una squadra così importante e così potente, nessuno può dire che quest’anno abbiano fatto un buon lavoro. Kuss e la Visma devono ‘vincere per forza’, altro che non hanno stress».


Al fianco di Kuss ci sarà Van Aert.
«Bisogna vedere se ha recuperato. Se ha ancora forze e cosa intende fare anche in vista della stagione del cross. Non penso che alla Vuelta possa pensare inventarsi numeri straordinari. Lo vedo di più come un jolly, in appoggio al capitano che magari farà una tappa super. Coordinerà le operazioni in corsa».

E se il capitano della squadra olandese fosse il giovane belga Cian Uijtdebroeks?
«Questo ragazzo va forte. Può essere una valida alternativa a Kuss».

Passiamo a chi di Vuelta ne ha vinte ben tre, Roglic.
«Sarebbe bello quello che smentisse ciò che finora in questa stagione ci ha fatto vedere. Vuoi per l’età, vuoi per le cadute ai Baschi e al Tour da lui ci si aspettava di più. Di certo la Red Bull ha puntato molto su di lui. Qui non so se avrà la condizione giusta e la capacità di lottare per la vittoria».

La Red Bull sulla carta è la squadra più forte. Ci sono anche Vlasov e Daniel Martinez.
«Sulla carta un tridente straordinario. Un’occasione di riscatto importante per la squadra. Vlasov è da tanto che lo aspettiamo ma non ha mai dimostrato solidità. Di lui suo sono visti solo sprazzi».

E della Uae che mi dici?
«Senza Pogacar saranno tutti lì a cercare di mettersi in mostra per non farlo rimpiangere. Però non possono permettersi errori perché chi sbaglia paga. Almeida al Tour ha dimostrato il suo valore e forse in partenza sarà il capitano. Yates però mi pare più solido sulle salite molto impegnative».

Hanno anche il giovane messicano Del Toro.
«L’ho visto ed è un grande talento, ma in squadra le gerarchie sono definite».

Gli spagnoli puntano su Mas, Landa e Rodriguez.
«Mas e Landa sono molto simili: vanno forte, vanno bene, non vincono mai. Rodriguez deve ancora dimostrare chi è. Al Tour ha evidenziato il suo limite, che magari alla Vuelta sarà sufficiente per vincere. Del resto qui il livello tecnico è più basso. Però questo potrebbe portare a una maggiore competizione. Anche lo spettacolo, rispetto a Giro e Tour dove c’era un netto favorito, potrebbe essere migliore. Credo che alla Vuelta in salita ci sarà un grande show».

Rivedremo Tiberi. Durante il Giro, nella Zampata di re Leone, hai sempre espresso pareri favorevoli su di lui.
«Corridore che mi piace. Per lui questa sarà una corsa importantissima perché potrà fare esperienza di vertice contro corridori di un livello non così impossibile. Questa corsa potrebbe aiutarlo a costruirsi una sua solidità, convincerlo di essere all’altezza dei migliori. Per contro credo che le arcigne salite spagnole non gli siano così congeniali. Tiberi mi sembra più un corridore da salite del Tour che della Vuelta».

Come si risolverà la corsa?
«Bisognerà tenere in conto la durezza delle tappe e la condizione degli atleti che, a meno di sorprese, a questo punto della stagione potrebbe essere in calando. Nessuno parte con grandi sicurezze, quindi ogni minimo errore potrebbe essere fatale».

Conterà quindi molto il lavoro dei diesse, la tattica.
«Certo, ormai purtroppo sono corridori telecomandati».

Dammi un nome secco per la maglia rossa.
«Yates, anche se bisogna vedere com’è uscito dal Tour».

Copyright © TBW
COMMENTI
Polemica
17 agosto 2024 09:11 Angliru
Se arrivare secondi, dopo 15 gg di ospedale e fratture a go-go, dietro a Pogacar al Tour e' una grande sconfitta, forse Cipollini ignora cosa vuol dire avere un incidente grave come Vingegaard.

Precisazioni
17 agosto 2024 11:12 Miguelon
Cipollini diceva che il secondo posto al Tour è una sconfitta per la squadra, non per il corridore. Come non dare ragione a Mario in questo caso. Visma ha investito milioni e i risultati a livello di team non sono all'altezza. Questo è poco ma sicuro.

@ miguelon
17 agosto 2024 13:41 Albertone
Se gente come Vingegaard, Van Aert si frattura, la colpa e' della jella. Lo scorso anno 3 grandi giri vinti e tripletta alla Vuelta, vennero guardacaso sminuiti ogni volta. Prima la storia del polso di Pogacar ripetuto all'infinito, poi la storia che la Vuelta era noiosa, poi la storia che Uae aveva vinto la classifica per team. Sai qual'e' la realta' ? E' che tanta gente scrive cio' che gli conviene. Impossibile viceversa, continuare ad attaccare monosenso un team.

Quindi
17 agosto 2024 15:58 Cicorececconi
Quindi, per Cipollini, se uno perde i corridori per infortunio, non ha fatto un bel lavoro ! Caro Cipollini, menomale hai corso, perche' viceversa sembra tu stia valutando il lavoro di un impiegato.

Considerazione
17 agosto 2024 17:05 italia
Questo e' l'anno della UAE; sara' un campionato sociale tra Yates e Almedia.

Cipollini
17 agosto 2024 18:49 ghisallo34
I suoi commenti, sono stranamente sempre negativi sulla Visma. Si e' accorto del numero degli infortuni gravi che hanno avuto nel 2024 ? Direi di no. Fallimento ? Si ma con ampie attenuanti, che pero' non vengono evidenziate, visto che dice :"nessuno può dire che quest’anno abbiano fatto un buon lavoro".

Angliru
17 agosto 2024 19:11 Bicio2702
Cipo si riferiva ai risultati che Visma e Lease a Bike, quest' ultimo rilevato al 49% addirittura da Volkswagen, vogliono avere per dare un senso ai milioni che hanno sganciato per il 2024.
A quei livelli, per loro il 2° è il 1° dei perdenti...

Albertone
17 agosto 2024 23:33 Miguelon
Certo, per colpa della jella, mica dei corridori, i risultati sono stati deludenti. Ma deludenti lo sono stati. Oggettivamente. E mi chiamo fuori dalla diatriba con UAE, che è extra ciclistica.

@ miguelon
18 agosto 2024 22:35 Albertone
Che il piatto piange, è innegabile. Ma continuare a far finta che sono stati azzoppati da mille sfortune ed incidenti è altrettanto ingiusto. 1 anno fa, di fronte al trionfo alla Vuelta, si parlava di noia. Già, se non vince chi diciamo noi, la corsa è noia. Giustissimo

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Enrico Balliana firma in maglia azzurra la prima tappa del Trophée Centre Morbihan juniores, scattato oggi da Elven, in Francia. Nella volata ristretta a dieci corridori, il sardo del Team Ecotek Zero24 ha imposto la propria potenza precedendo il francese...


Non saranno le sei vittorie di Pogacar di due anni fa, ma è un Jonas Vingegaard stile-Tadej quello che cala il pokerissimo nella ventesima tappa del Giro, la Gemona del Friuli - Piancavallo (doppio) da 200 chilometri esatti! I primi...


«Quello che doveva succedere sta succedendo» (Stefano Garzelli, commentatore Rai, teorico del ‘può succedere di tutto’, scopre che a volte succede qualcosa di previsto). Sospetti sulla scelta della montagna Pantani: Piani di Pezzé, dove vinse da dilettante, preferita a Piancavallo,...


Il Friuli ringrazia e non dimentica: sta scritto sulla maglia rosa, dedicata ai cinquant'anni dal terremoto fatale, ma per tirarsi su il morale lo slogan viene buono anche per quest'ultima tappa (vera) del Giro 2026. Puntuale come il 730, vince...


Dramma sulle strade del Giro d'Italia: un 70enne, che stava procedendo in bici lungo la salita che da Aviano porta a Piancavallo, da dove avrebbe poi assistito al passaggio della tappa odierna - quella di sabato 30 maggio - della...


Pietro Solavaggione apre la Gipuzkoa Klasikoa con un risultato che pesa: terzo posto nella frazione inaugurale di Urretxu e subito sul podio della corsa basca. Il cuneese della Cannibal B Victorious ha chiuso alle spalle del britannico Matthew Fletcher (Harrogate...


Il Giro d’Italia 2026 non è soltanto una corsa: è un atlante umano misurato in chilometri, metri di dislivello, secondi perduti, soglie di dolore. È partito da Nessebar e finirà a Roma, dopo 21 tappe, 3.469 chilometri e 48.700 metri...


La cinquina può attendere, tutto come copione in casa Visma-Lease a Bike, dove su magnanima concessione della maglia rosa il baciato dalla fortuna è stato un altro uomo illustre della corazzata giallonera, “una squadra da sogno, un dream team” -...


Sarà la Romagna ad ospitare la frazione inaugurale del Giro d'Italia Women con una giornata tutta dedicata alle ruote veloci, destinata ad assegnare la prima maglia rosa. per seguire il racconto in diretta dell'intera tappa a partire dalle 15.20 CLICCA...


Spunta il nome che non ti aspetti nella sesta tappa del Tour of Japan 2026. Dopo sette giornate di gara dominate dai corridori di due squadre (Team UKYO e Solution Tech NIPPO Rali), a imporsi a sorpresa nella Hashimoto...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024