MINALI: «SOGNO LA SANREMO E LA ROUBAIX». AUDIO

PROFESSIONISTI | 19/03/2018 | 11:16
Un “Sì!” lungo e esplosivo quello urlato da Riccardo Minali sul traguardo di Kota Bahru, termine della seconda tappa del Tour de Langkawi 2018. per il figlio d’arte (il papà è Nicola) è il primo successo da professionista e tutti i colleghi l’hanno festeggiato per questa grandissima soddisfazione. Doppia, peraltro, visto che è arrivata anche la maglia gialla di leader.

La vittoria è arrivata in compagnia di due connazionali, Paolo Simion e Matteo Malucelli, rispettivamente della Bardiamo CSF e della Androni Giocattoli Sidermec. Ecco le sue impressioni a caldo, anzi a caldissimo.

Un’emozione grandissima oggi

«Finalmente! Oggi sono riuscito a fare una volata dritta, i miei compagni sono stati fantastici, Gidich nell’ultima curva e Tleubayev ha tirato per un intero chilometro dai meno due all’ultimo. Se ho vinto oggi è grazie a loro. Spero che sia la prima di tante, il morale è alle stelle e proverò a portare a casa altre frazioni poi tornare e concentrarsi sulle corse in Europa che saranno a venire».

A chi la dedichi questa vittoria?

«La dedico alla mia famiglia e alla mia squadra. L’aspettavano più loro che me, sono tutti in ansia che mi aspettavano. Questa vittoria è per loro».

È stata una tappa molto impegnativa per il caldo, le fughe, le salite e il ritmo alto.

«Il caldo la fa da padrone sulle nostre fatiche, si fa sentire molto, è umido e i 45 gradi molti lo patiscono tra i quali anche io. Mi sentivo bene oggi, la gamba era buona, solo in salita ho fatto un po’ di fatica però non ho perso la testa e ho tenuto il mio passo rientrando dopo metà discesa. Un compagno è rimasto sempre con me».

Hai segnato altre tappe adatte a te?

«Da qua a fine giro solo la quinta tappa con salita finale non è per velocisti, ma in tutte le altre sarò lì a provare».

Tra l’altro oggi è un’emozione doppia visto che indossi anche la maglia gialla.

«Sicuramente fa piacere, ma è una maglia provvisoria perché sull’arrivo in salita della quinta tappa lascerò lo spazio ai miei compagni di squadra che hanno tanta ambizione di vincere la classifica. Gidich sta molto bene e oggi lo ha dimostrato vincendo due sprint per gli abbuoni. Lui è forte e anche noi, ci proveremo. Punterò alla maglia verde dei punti».

Se guardi al futuro, quali sono le corse dei tuoi sogni?

«Sono due: da buon italiano la Milano-Sanremo e da ragazzo che sogna la Parigi Roubaix perché sono le due corse più belle del mondo, anche solo arrivare davanti, anzi anche solo correrle è emozionante. La Roubaix l’ho corsa l’anno scorso e la rifarò quest’anno».

Quando hai iniziato a correre? Vista la passione che ti scorre nel sangue immagino da piccolissimo.

«Ho iniziato a correre dalla prima categoria possibile che c’è in Italia, a sei anni, sono arrivato gradualmente al professionismo con calma, come le cose van fatte, soprattutto divertendomi. E mi diverto ancora».

E la prima vittoria?

«La prima vittoria proprio a sei anni alla quarta corsa. L’ho vinta letteralmente con una gamba sola perché ai -50 metri ho preso una buca e mi si è sganciato un pedalino. E il bambino mio avversario pensava fosse una regola, così l’ha sganciata anche lui e ha pedalato anche lui con una gamba sola. Così come oggi, prima vittoria da professionista, è stato un giorno che non dimenticherò mai».

Con una incursione nella tenda del pre-podio e, in seguito, un po’ più tranquillamente dopo la conferenza stampa abbiamo confezionato un file audio collage che potete ascoltare qui sotto.

Da Kota Bahru, Diego Barbera

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