Simone Cadamuro e un'inchiesta poco informata...

| 30/06/2010 | 18:37
In riferimento alle perquisiziono effettuate ieri dai Nas dei carabinieri di Brescia, Fireze e compagnia di Guardia di Finanza di Padova, riceviamo da Simone Cadamuro, ex corridore professionista questa nota, che molto volentieri pubblichiamo

Gentile direttore
nella mattinata del 29 giugno, come si può leggere dalla vostra cronaca, anch'io, Simone Cadamuro, ex professionista con attività conclusasi il giorno 28 Giugno 2009, sono stato raggiunto dal procedimento dei carabinieri del Nas di Brescia in riferimento all'inchiesta apertasi su Filippo Manelli.
Premetto che non corro più, come suddetto, da un anno, ma sono ancora in contatto con Filippo, mio ex preparatore atletico, per un forte legame di amicizia. Sono stato raggiunto da questa inchiesta tramite 5 carabinieri del Nas, due in divisa, due in borghese e uno con giubbino identificativo Nas. Precipitatomi ad aprire la porta prima che la sfondassero a calci e pugni, completamente assonnato e  seminudo, la prima cosa che notavo erano pistole e mitragliette; cosa che hanno notato anche i miei vicini di casa che hanno visto arrivare la volante e la seconda macchina. I miei vicini, oltre a questo hanno, soprattutto, subito un risveglio non propriamente idilliaco a causa dell'alto tono di voce di coloro i quali sono venuti a battere alla mia porta di casa. I cinque, entrati nella mia abitazione, si sono subito presentati con molta foga e con un atteggiamento decisamente audace; il loro primo desiderio era quello di potersi accomodare per cominciare ad illustrarmi gli atti di perquisizione.
Quando ho capito con sicurezza che la cosa si riferiva al mondo del ciclismo li ho prontamente avvisati che la mia attività ciclistica professionistica si è conclusa esattamente il 28 Giugno 2009.
I cinque, sbalorditi da questa mia affermazione ed evidentemente non informati, si sono subito assicurati che ciò che stavo affermando fosse la verità. L'atteggiamento dei 5 Carabinieri del Nas è cambiato in maniera repentina, diventando meno audace e più accondiscendente oserei dire “quasi simpatico”. Nonostante tutto i 5 avevano il mandato di perquisizione esecutivo e hanno dovuto adempiere ai propri doveri.
Hanno ricercato materiale compromettente trovando, in cucina dove tengo tutti i medicinali di casa, due scatole contrassegnate dal tipico cerchio rosso con all'interno la scritta doping. I 5 hanno deciso di sequestrare queste due scatole senza chiedermi di chi fossero, a che cosa servissero e soprattutto senza chiedermi se avessi la ricetta medica per tenere quei medicinali regolarmente in casa. Finita la perquisizione ci siamo recati alla vicina caserma di Meolo per  stilare il verbale della perquisizione e dell'avvenuto sequestro. In caserma le cose sono andate in maniera molto soft, io ho potuto svolgere alcune chiamate di lavoro per spostare tutti gli appuntamenti che erano saltati a causa di questa “visita”.
Tutto questo non per nascondermi dietro un dito, poiché non rinnego di essere stato seguito dal medico Filippo Manelli, ma per farvi capire che l'inchiesta scatenante queste persquisizioni è targata 2008... e in 2 anni le cose possono subire grossi cambiamenti; come nel mio caso che mi vede, da un anno a questa parte, rivestrire il ruolo di agente di recupero crediti.
Morale della favola: il totale di 6 persone coinvolte in questa perquisizione (io e i 5 carabinieri) hanno solamente perso una mattinata di lavoro.

Distinti Saluti
Simone Cadamuro

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COMMENTI
cadamuro
30 giugno 2010 22:02 claudino
pensa mo 5 persone pagate noi. ma non vanno a perquisire chi ha kili di coca perche li rischiano.

Cadamuro e i NAS.
1 luglio 2010 00:55 warrior
Complimenti a Simone: gli ho scoperto una vera capacità giornalistica e ironica nel descrivere l'avventura da lui vissuta che mi ha fatto sorridere. Anch'io in casa ho qualche medicinale con il cerchio rosso e la scritta doping ma li ho comprati per il raffreddore e non ho conservato la prescrizione medica. Spero di non aver commesso un reato! Però sono stato operato al naso tre volte per lo stesso motivo e nessun carabiniere è andato a chiedere spiegazioni al "luminare primario gran professore" che ha disposto l'anestesia generale, inutilmente, perché poi non ha fatto l'intervento.(si era sbagliato nello scrivere la cartella clinica!)

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