GIRO, LA TAPPA PIÙ LUNGA. SEGUI IL LIVE

GIRO D'ITALIA | 15/05/2018 | 07:11
Il secondo giorno di riposo, dopo quello del trasferimento da Israele a Catania, passato dalla carovana sulla costa nord dell’Abruzzo, è servito soprattutto ai corridori per cercare di recuperare quanto speso nel fine settimana con gli arrivi in salita a Montevergine e, soprattutto, a Campo Imperatore, sul Gran Sasso.
Esiti che hanno dato la stura ai più vari commenti e analisi che hanno fatto rilevare il ritardo notevole nella classifica generale di Froome e Aru.

Si ricomincia oggi con la tappa più lunga dell’edizione101 della corsa rosa, prevista in origine sulla distanza di km. 239 che sarà maggiorata di altri km. 5 portando così i totale a km. 244, per una deviazione obbligata nella parte iniziale che prevede pure il passaggio da Rigopiano. Quanto questo nome evoca tristemente è stato ricordato dal Giro nel giorno di riposo, sul posto e pure il tracciato, in larga parte, propone località colpite dai terremoti del 2016 e 2017 che hanno gravemente colpito l’Italia Centrale.
Sono continue, soprattutto all’inizio e nella parte centrale, le variazioni altimetriche e planimetriche tipiche dei percorsi interni dell’appennino marchigiano.

Il Giro riparte ancora dalla provincia di Pescara la tappa più lunga della corsa rosa, dall’Abruzzo all’Umbria con l’itinerario, assai mosso altimetricamente, che si sviluppa sui rilievi interni appenninici, con strappi tipici, soprattutto nelle Marche, altra regione notevolmente interessata dal percorso.
 
Il via è a Penne, splendida cittadina d’antiche origini e lunga storia che sorge su colli a metà strada fra il mare Adriatico e il Gran Sasso d’Italia, inserito fra i borghi più belli d’Italia. Il circondario offre pregevole vista di numerosi centri disposti sulle alture circostanti e la sagoma di cime del Gran Sasso. Dagli anni 1960 uno sbarramento nella valle del fiume Tavo ha originato, con un lago artificiale, la Riserva Regionale Lago di Penne, importante oasi naturalistica. L’abitato propone case, logge, archi, chiese e palazzi, medievali e barocchi, molti dei quali costruiti utilizzando mattoni, così come la pavimentazione di varie strade. E’ definita anche come “città del mattone”.

Il Duomo, dedicato a San Massimo d’Aveia e a S. Maria degli Angeli, concattedrale dell’Arcidiocesi Pescara-Penne, d’antica fondazione, è monumento nazionale. D’interesse sono pure il Museo diocesano, S. Giovanni Evangelista, S. Maria in Colleromano con varie altre tipiche e notevoli costruzioni.
Il turismo è voce importante dell’economia locale unitamente ad attività manifatturiere, artigianali e alla diversificata agricoltura.
Era nativo di Penne Emilio Alessandrini (1942-Milano 1979), magis trato ucciso in un agguato perpetrato d’appartenenti al gruppo d’estremisti di Prima Linea.E’ nato a Penne nel 1949, Mimmo Locasciulli, medico e cantautore.

FARINDOLA. Subito dopo il "via" la strada sale per Farindola, borgo che conserva la sua struttura medievale e sorge su uno sperone, in posizione panoramica, noto anche per la specialità del formaggio omonimo che unisce il latte di pecora al caglio suino, una specialità che proviene direttamente dal tempo dei romani.
Il Giro d’Italia è anche fautore del ricordo e, per quest’aspetto, vuole rendere omaggio alle vittime del recente disastro nella frazione di Rigopiano. Era il 18 gennaio 2017 quando un’intensa nevicata e forse anche scosse telluriche, causarono una gigantesca valanga staccatasi dal Monte Siella, attorno a quota m. 2000, con neve e detriti vari, che travolse l’albergo Rigopiano. Morirono ventinove persone fra ospiti e personale mentre undici riuscirono a salvarsi. E’ stata la slavina che ha causato il maggior numero di vittime dal 1916 in Italia e, dal 1999, in Europa. Un evento luttuoso che ha fortemente scosso l’opinione pubblica anche per certi aspetti legati alla tempestività e all’efficacia dei soccorsi, aldilà dell’abnegazione personale degli operatori impegnati sul luogo del disastro.

Poco più in alto, a quota m. 1264, c’è il GPM di 2^ cat. di Fonte della Creta e che segna pure il passaggio nella provincia di Teramo. Si scende fino a San Rustico, località del comune di Basciano, con un sito archeologico e si risale immediatamente per il GPM di 3^ cat., quota m. 523, di Bruzzolana, quindi la discesa, attraverso Villa Romita su Teramo.

TERAMO. La città sé disposta su una piattaforma di ripide pareti sul fiume Tordino e il torrente Vezzola con caratteristiche e strette vie nella parte vecchia dove svetta la Cattedrale con grandioso portale. Altri motivi sono i resti del teatro e dell’anfiteatro romano, il Museo e la Pinacoteca civica, le chiese di S. Domenico, S. Anna, S. Antonio e il santuario di Madonna delle Grazie.
Sono legati a Teramo il filosofo, economista, numismatico e politico Melchiorre Delfico (Montorio al Vomano 1744-Teramo 1835) e il cantautore Ivan Graziani (1945-Novafeltria 1997).
Offre una variata scelta in tema eno-gastronomico con i noti spaghetti alla chitarra teramani, con ragù.

Il Giro d’Italia ha posto qui traguardi già dal 1910 con vittoria del milanese Carlo Galetti, 1930 Michele Mara, 1932 Raffaele Di Paco, 1934 Learco Guerra, 1959 Rino Benedetti, 1980 lo svedese Tommi Prim, 1990 Fabrizio Convalle, 2000 l’australiano McKenzie e nel 2011 il britannico Mark Cavendish.

Teramo e il teramano, soprattutto nella zona dei Monti della Laga, per vari anni, hanno ospitato tappe della Tirreno-Adriatico e prove del Trofeo dello Scalatore.

ASCOLI PICENO. Si prosegue percorrendo la s.s. 81, superando i bivi che conducono a Campli, pregevole cittadina e a Rocche, frazione di Civitella del Tronto, comune inserito fra i borghi più belli d’Italia con la Fortezza che domina la vallata e dopo l’altra frazione di Villa Lempa si passa nelle Marche trovando subito Ascoli Piceno. E’ la bella città capoluogo con la sua lunga storia, con tessitura dell’abitato medievale su resti romani e i successivi apporti rinascimentali. La dominante è il caldo colore del travertino, materiale utilizzato per la costruzione d'edifici, chiese, torri, ponti che abbondano nella città con la piazza Arringo, rettangolare, assai estesa e monumentale, la più antica, dove affacciano il Duomo, dedicato a S. Emidio con l’annesso Battistero di forma ottagonale con loggia. Altra piazza di specifico valore architettonico è quella del Popolo degli inizi del 1500 con il Palazzo dei Capitani del Popolo eretto nel XIII^ secolo e la gotica costruzione della chiesa di San Francesco con a fianco l’elegante Loggia dei Mercanti e lo storico Caffè Meletti. E’ conosciuta anche come la “città delle cento torri” per le numerose torri gentilizie e campanarie che sorgono in questa città di particolare e piacevole atmosfera. Notevole è pure il ponte romano di Solestà sul fiume Tronto. Pure i dintorni presentano molteplici motivi d’interesse turistico sui monti circostanti e monumentali. La Giostra della Quintana, torneo cavalleresco in costume e le “olive fritte all’ascolana”, con altre specialità eno-gastronomiche, sono note distintive di Ascoli Piceno.

Qui sono nati tre importanti imprenditori, soprattutto nel settore dell’editoria, quali Valentino Silvio Bompiani (1898-Milano 1992), Cino Del Duca (Montedinove 1899-Milano 1967) e Gianni Mazzocchi (1906-Milano 1984) fondatore dell’Editoriale Domus. Nello sport, nel calcio, è ricordato lo storico ed eclettico presidente Costantino Rozzi (1929-1994) che con il romano Carletto Mazzone quale allenatore “leader”, stabilitosi poi ad Ascoli, anzi “in Ascoli” come si dice qui, ha condotto la squadra calcistica alla più vasta notorietà. Altri ascolani sono il pianista e musicista Giovanni Allevi (1969), il promettente motociclista Romano Fenati (1996) oltre al noto attore Massimo Lopez (1952) con famiglia d’origine napoletana.
Il Giro d’Italia ha visto qui vincitori di tappa Clemente Canepari nel 1913, Alfredo Binda 1933, Raffaele Di Paco 1938, Guido Bontempi 1988 e Alessandro Petacchi nel 2004.

SARNANO. La corsa prevede il passaggio da Roccafluvione e quindi Comunanza, tipici centri dell’entroterra marchigiano. C'è il brevissimo passaggio nella provincia di Fermo per Amandola, località turistica con vista sui monti Sibillini e quindi l’immediata entrata nella provincia di Macerata con Sarnano, caratterizzato dal suo nucleo abitativo medievale costitutivo posto su un colle con gli edifici in cotto, il tipico “cotto marchigiano”. E’ zona di villeggiatura estiva e invernale nella zona di Sassotetto e La Maddalena oltre alle cure termali di San Giacomo. Santa Maria di Pieca, frazione di San Ginesio, “il balcone dei Sibillini” con il panorama che si apre anche al Conero, Caldarola, centro con importanti testimonianze storiche e architettoniche, molte delle quali rovinate dai terremoti del 26 ottobre e dell’8 novembre del 2016, un vero e proprio disastro per la zona che con il suo passaggio il Giro d’Italia, fino alla fine della tappa, vuole proporre alla memoria.

Si prosegue, in ambiente di media montagna, per Sfercia, località del comune di Camerino con la possente Rocca dei Da Varano, Muccia e Serravalle del Chienti, l’ultimo prima del passaggio in Umbria, provincia di Perugia, trovando Colfiorito. E’ nella zona di un altopiano e, amministrativamente, appartiene al comune di Foligno, così come Annifo, dove è situato il GPM di 3^ cat., a quota m. 896. Si staglia la sagoma del monte Pennino, dove nascono i fiumi Topino e Potenza su quest’altopiano noto per la coltivazione della patata rossa e per le lenticchie oltre che per la produzione di latticini. Di rilievo è l’oasi dell’omonimo Parco Regionale attorno alla palude e varie costruzioni.

Si scende per Bagni di Nocera, località termale di Nocera Umbra, centro con varia storia, sviluppatosi al tempo dei romani e, in seguito, nel medioevo che ha conferito alla località, nel suo nucleo centrale, l’aspetto architettonico relativo. Il Duomo, con annesso torrione nella parte alta, e la pinacoteca situata nella chiesa romano-gotica del XIV secolo di San Francesco, sono i maggiori riferimenti di Nocera Umbra che si propone pure come meta turistica e termale. Per tale settore è da ricordare la figura di Felice Bisleri (1851-1921), bresciano, che lega il suo nome al liquore ricostituente “Ferro China Bisleri” e altri preparati, promotore della diffusione delle acque imbottigliate di Nocera Umbra e altri centri.

GUALDO TADINO. Dopo l’altra frazione di Gaifana si raggiunge l’arrivo di Gualdo Tadino. L’antica “Tadinum” romana era in piano, lungo la strada Flaminia mentre Gualdo crebbe nel secolo XII, sul colle, ai margini dell’estesa pianura ai piedi del monte Serra Santa. Conserva l’aspetto antico nel centro storico con strutture architettoniche di rilievo come la Cattedrale, dedicata a San Benedetto, nella piazza centrale dove c’è pure l’ex chiesa gotica di S. Francesco con affreschi di Matteo da Gualdo. Nella Rocca Flea del 12^ secolo, notevole esempio di architettura militare medievale, ha sede la Pinacoteca Comunale con interessanti opere.

Spicca, fra le attività, quella della manifattura di ceramica artistica in oro e rubino portata avanti da secoli, altre legate alla produzione del territorio come l’imbottigliamento dell’acqua Rocchetta. E’ luogo di villeggiatura varia come quella montana nelle località di Valsorda, San Guido e Rocchetta in ambiente ricco di pinete. La cittadina conserva tradizioni sentite proposte con varie manifestazioni.

Qui è nato Adolfo Leoni
(1917-Massa 1970), trasferitosi poi, in giovane età, con la famiglia a Rieti, professionista, dopo la vittoria al mondiale dilettanti nel 1937 a Copenaghen, dal 1938 al 1952. Elegante velocista, ha vinto diciassette tappe al Giro d’Italia, dove ha vestito per otto giorni la maglia rosa nel 1949 terminando 4^ nella classifica finale, e una tappa al Tour 1950. Nel suo eccellente palmarès – nonostante la coincidenza con il periodo bellico – vanta la maglia di campione d’Italia del 1941, la Milano-Sanremo 1942 e classiche, in diversi anni,  quali la Bernocchi, il Veneto, il Lazio, la Tre Valli, l’Emilia, il Piemonte è ha vestito più volte la maglia azzurra. Era sposato con il noto soprano Maria Luisa Cioni (Firenze 1923-Milano Due 2016).
E’ il primo incontro del Giro d’Italia con Gualdo Tadino quale sede di tappa.

Giuseppe Figini
(dal Tv Roadbook del Giro d'Italia)

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