Per Lennart Jasch l’Italia rimane il posto preferito in cui correre ma da oggi anche la malesia ha un posto speciale. Proprio questa mattina vi abbiamo raccontato la storia incredibile dell’atleta del team tudor divenuto un ciclista professionista in soli due anni dopo un passato nel pattinaggio di velocità e della sua voglia di mettersi alla prova. Oggi a Gunung Jerai non c’è stata storia, Lennart è stato in assoluto il più forte in salita, si è prima gestito al meglio, si è riportato sullo spagnolo Abel Balderstone e poi ha fatto la differenza nel chilometro conclusivo.
«Oggi la mia squadra è stata fondamentale, i miei compagni hanno lavorato duramente per consentirmi di approcciare la salita davanti. Quando Balderstone è scattato ho cercato di stare tranquillo, stava salendo molto forte, ma il traguardo era molto lontano. In quel frangente di gara è stato fondamentale aver Mattia Gaffuri nel gruppetto, si è messo al comando e ha imposto un ottimo ritmo che ha evitato che facessimo dei fuori giri. A 2 km dal traguardo il vantaggio del battistrada era di 25”, a quel punto ho pensato che avendo una buona gamba dovevo provare assolutamente. Se volevo vincere quella era la mia occasione, non potevo aspettare ancora e così sono partito. Mi sentivo bene e appena ho raggiunto la testa ho rilanciato, raccontarlo ora mi sembra quasi facile, invece è stato estremamente difficile» ha spiegato Jasch visibilmente emozionato per la sua vittoria. Con quello di oggi salgono a tre i suoi successi come professionista e, dopo aver alzato le braccia al cielo per due volte in Italia ecco che è arrivata la prima in Asia.
Nonostante i suoi 25 anni, Lennart Jasch è un corridore giovanissimo, è molto motivato ma ancora non sa bene fino a dove può arrivare. Pedalando verso Gurung Jeral si è sentito un po’ a casa, le pendenze arcigne della salita malese gli hanno ricordato quelle di una salita non lontano a dove vive, ma in questo caso il caldo e l’umidità hanno fatto la differenza. Se fino a qualche giorno fa non sapeva come il suo corpo avrebbe reagito in queste condizioni atmosferiche, ecco che il risultato della seconda tappa conferma il ottimo stato di forma e la capacità di tenere testa a scalatori puri. «Prima di partire pe la Malesia ho pensato molto al caldo ed ero piuttosto spaventato perché non avevo mai provato nulla del genere, ma dopo la tappa di oggi credo di saperlo gestire bene, sono più sicuro delle mie possibilità – ha proseguito Lasch- sto correndo con dei corridori incredibili, quando ho visto la startlist ho capito immediatamente di dover competere con scalatori puri, con atleti di alto livello e che hanno molta esperienza di gestione della gara. Qui in Malesia c’è un gruppo molto bello ed indossare la maglia da leader non mi mette pressione, anzi mi spinge a dare il meglio di me»
Dopo solo due tappe disputate l’atleta tedesco guida la classifica generale con 20”, un vantaggio costruito in salita, ma che a sei tappe dal termine rappresenta solo un piccolo passo verso il dominio di una corsa che riserva sempre delle belle sorprese.
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