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IL SITO DI RIFERIMENTO DEL CICLISMO ITALIANO
Numero 1 - Anno 2015
 
Neoprof, la carica dei venti
di Danilo Viganò

20 atleti di belle speranze, qualcuno at­teso come un pre­desti­nato, altri passati magari un po’ in sordina, alcuni dilettanti puri, altri che hanno assaggiato il professionismo correndo in seno alle formazioni Continental. Sono i neo­professionisti italiani che al mo­mento in cui scriviamo - è il 20 dicembre - hanno firmato un contratto e hanno già iniziato la loro avventura nel­la massima categoria, partecipando ai ritiri che più o me­no tutte le squadre hanno affrontato nel mese di dicembre.

WORLDTOUR. Un solo neoprof italiano approda direttamente in un team WorldTour: si tratta di Manuel Senni, scalatore romagnolo cresciuto nel Team Colpack e approdato alla BMC di Gil­bert, Oss e Quinziato. Tutti gli al­tri esordiranno in formazioni Profes­sio­nal, pronti comunque a spiccare il volo ver­so team della massima divisione, secondo quello che è uno dei veri obiettivi delle formazioni di seconda fascia, vale a dire lanciare nuovi talenti. Quanto a Senni - tre vittorie per lui nel 2014, tra cui due tappe al Giro della Valle d’Aosta - un’occasione im­portante da sfruttare al meglio.

Il più vittorioso. Jakub Mareczko, il cui nome evidenzia origini polacche, è nato e vive nel bresciano e si presenta nella massima categoria con un biglietto da visita eccellente: 16 vittorie in due stagioni tra gli Under con la maglia della Viris Maserati Sisalmatchpoint, 13 successi nella sola stagione 2014 tra i quali spiccano il Circuito del Porto, la Vicenza-Bionde e il Trofeo Rancilio. Un velocista puro che per gran parte dell’annata ha incrociato le ruote con un altro sprinter bresciano, Nicolas Marini, che in maglia Zalf Euromobil Fior ha timbrato otto successi tra i quali la Po­po­larissima di Treviso e la Milano-Bus­seto. Passano rispettivamente alla Neri Alé e alla Nippo Vini Fantini ed avranno sicuramente modo di mettersi in bella evidenza sin dalle prime gare di stagione, andando alla ricerca del colpaccio.

Stelle. Nessuna illusione, non sembrano esserci fenomeni (che bello sarebbe essere smentiti...) nella pattuglia dei neopro italiani e Mareczko sembra proprio essere uno dei migliori. Con lui an­che Simone Andreetta, uno dei tanti ra­gazzi cresciuti in casa Zalf Euromobil Fior, vincitore di una internazionale prestigiosa come il Giro del Belvedere e trionfatore nell’Oscar tuttoBICI Under 23 grazie ad una ottima regolarità.

I più giovani. E rieccoci con Ma­reczko... Il velocista bresciano è il più giovane della compagnia, con i suoi vent’anni compiuti il 30 aprile. Di un paio di mesi più vecchio - è nato il 25 febbraio del 1994 - è il veneto Federico Zurlo, talento puro ma che deve ancora riuscire a trovare la giusta continuità di rendimento: plasmarlo e aiutarlo a far emergere le sue doti sarà il compito che attende Roberto Damiani, direttore sportivo della statunitense United­health­care.

Il più vecchio. Il 20 dicembre scorso ha invece compiuto 27 anni Matteo Bu­sato, velocista veneto che ha firmato il contratto per passare alla Neri Sottoli dopo aver vestito da dilettante le maglie di Zalf e Trevigiani ed aver corso nella passata stagione con la MGKVis Wilier con la quale si è preso la bella soddisfazione di vincere una corsa a tappe in Bretagna, la Kreiz Breizh Elites. Storia parallela quella di Marco Benfatto, classe 1988, che dopo due stagioni alla Astana Con­ti­nental (tre vittorie per lui nel 2014, due in Cina e una in Nor­mandia) approda alla Androni Venezuela.

I tricolori. Passa alla Bardiani Csf il campione italiano degli Under 23 Si­mone Sterbini, che sarà affiancato dal fratello Luca. Non ha trovato squadra, in­vece, il tricolore degli élite Davide Pac­chiardo che resterà alla Palazzago Fenice, la stessa squadra che ha invece salutato il passaggio degli Sterbini.

Le squadre di partenza. Autentico punto di riferimento per le categorie dilettantistiche è la Zalf Euromobil Fior che in questo inverno ha portato al professionismo ben sei corridori, a conferma dell’ottimo lavoro svolto dai tecnici Luciano Rui e Gianni Faresin. Due “pas­saggi” anche per Team Col­pack e Palazzago Fenice e per tre delle Continental italiane, vale a dire Marchiol Emisfero, MGKVis Wilier e Vini Fantini Nippo (quest’ultima peraltro passata alla categoria Profes­sio­nal portando tra i prof i giovani Stacchiotti e Viola).

Le squadre di arrivo. La Bardiani CSF si conferma come squadra votata alla gioventù e fa passare ben cinque corridori alla massima categoria: An­dreetta, Simion, i due Sterbini e To­nelli. Cinque i neoprofessionisti anche per la Nippo Vini Fantini anche se, come detto, Stacchiotti e Viola facevano parte del team già nel 2014 e hanno fatto il salto con la squadra.

Il più completo. Andreetta è corridore che ha dimostrato di sapersi destreggiare al meglio su tutti i terreni e così pure il suo compagno di squadra Gia­como Berlato, elemento dal rendimento sicuro. E poi, come dicevamo, c’è Fe­derico Zurlo che di talento ne ha da vendere.

All’estero. Detto di Senni, scalatore passato alla BMC, e di Zurlo che dopo lo stage ha firmato con la Unite­dheal­thcare, varca i confini anche Simone An­tonini, che con la maglia della Mar­chiol ha vinto nel 2014 il Giro del Friu­li Venezia Giulia. Il team belga Wanty Gobert Groupe ha creduto in lui e gli offre la possibilità di mettersi in luce disputando gare di sicuro prestigio.

Famiglie d’arte. Quando si dice “ha il ciclismo nel DNA”... Simone Andreet­ta è figlio di Tranquillo, classe 1955, prof dal 1979 al 1982 con le maglie di Sanson, San Giacomo, Santini e Selle Italia, con una vittoria all’attivo nel Circuito di Col San Martino proprio nelll’82.
Antonio Nibali invece è il fratello minore di Vincenzo: ha fatto la stessa trafila del re del Tour, poi è approdato tra le Continental con la Marchiol Emisfero e adesso ha la grande chance con la Nippo Vini Fantini. Difficile di­re dove possa arrivare, perché è un corridore ancora tutto da scoprire.
Affari di famiglia anche in casa Berlato: Giacomo infatti è il fratello minore di Elena, atleta di punta del team Alé Ci­pollini e più volte azzurra. Come dire che buon sangue non mente...
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