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IL SITO DI RIFERIMENTO DEL CICLISMO ITALIANO
Numero 8 - Anno 2014
 
Pinot: e adesso datemi il Giro
di Giulia De Maio

«Le pinot blanc c’est le meilleur! A consommer sans mo­dération. ‪#TDF2014» twitta Jeremy Roi, compagno di squadra di Thibaut Pinot, il giovane che ha conquistato il podio al Tour de France ed è tornato a casa con una maglia bianca che ha reso felice la Francia del pe­dale. Il 24enne della FDJ.fr ha concluso la Grande Boucle dominata da Nibali al terzo posto, rafforzando la convinzione di avere tutte le carte in regola per riportare una nazione intera sul gradito più alto del podio dei Campi Elisi.
Il “Pinot bianco” si è trasformato da promessa a realtà delle corse a tappe. «È stata una corsa durissima, una lotta entusiasmante per salire sul podio e per riportare la Francia a questo traguardo che mancava da tempo» ha commentato a Parigi il miglior giovane del Tour n° 101, due anni fa 10° nella generale.
Il francesino di Mélisey nella Haute-Sao­ne, vicino al confine con la svizzera tedesca, regione di scrittori (Victor Hugo) e scienziati (Louis Pasteur) ha dimostrato che quanto di buono si diceva di lui era fondato e insieme a Peraud e Bardet ha riportato il sorriso ai tifosi francesi che da troppi anni ormai non vedevano un loro connazionale lottare per la maglia gialla.
180 cm per 63 kg, Thibaut ha cominciato a correre a 8 anni ed è professionista dal 2010. Papà Régis era stato corridore a li­vello regionale ma la scintilla nel piccolo Thibaut è scoccata quando il fratello maggiore Julien è andato a gareggiare. Teo­baldo o Tibaldo (significa “originario di Roma”, ndr) si è rivelato a livello internazionale nel 2009 al Giro della Valle d’Ao­sta, di cui resta il più giovane vincitore nell’albo d’oro. Nel 2011 si è aggiudicato la tappa della Presolana alla Setti­ma­na Lombarda e nel 2012 è definitivamente decollato, ritrovandosi il più giovane dei partenti al Tour e conquistando con una bellissima azione in solitaria la tappa Belfort-Porrentruy.
In patria è stato paragonato a Moncoutié ed, esagerando, a Hinault e Vinokourov per la tenacia, oltre che a Delion, primo nel Lombardia del 1990 per alcune sue caratteristiche, tra cui spicca la lealtà. Ottimo scalatore, ha un punto debole: la discesa. Un anno fa al Tour per la paura letteramente si bloccò. Per superare questo limite si è allenato in maniera specifica, ha consultato uno psicologo ed è ad­dirittura salito su una F.1 a Magny-Cours.
Appassionato di musica, i suoi gruppi preferiti sono Muse e Coldplay, ha già le idee chiare per il futuro a breve e lungo termine. «Ho chiesto allo staff della FDJ.fr di poter correre il Giro d’Italia nel 2015 con l’ambizione di fare classifica. Non ho mai disputato la corsa rosa ma mi piace. Al via in genere ci sono gregari meno forti che al Tour e quindi nascono fuori battaglie meno controllabili. Se poi ci saranno otto arrivi in salita come quest’anno, allora sarà perfetta per me perché sarà una corsa per veri scalatori. Al Tour potrei puntare a ripetermi, la top 5 ho dimostrato che è alla mia portata, mentre al Giro potrei puntare ad un risultato ancora migliore ma ovviamente do­vre­mo vedere il percorso prima di prendere una decisione. Se guardo la classifica di quest’anno penso di essere al livello di corridori come Rolland, Aru e Majka; Pierre ha disputato sia Giro che Tour, mi piacerebbe fare lo stesso la prossima stagione».
Un francese potrà vincere il Tour o il Giro nei prossimi anni? «Tra due o tre anni penso proprio di sì, se non sarò io il primo a sbloccare il pallottoliere della nostra nazione non sarà un dramma. Pen­so a migliorare, corsa dopo corsa e anno dopo anno».
La sua storia è breve, ma già ricca di risultati confortanti; il talento in salita, il carattere fortemente determinato ed esigente e la straordinaria capacità di re­cupero, fanno di Pinot un corridore che già dalla prossima stagione potrà ambire ad ottenere risultati di primo piano e magari concorrere per vincere una corsa a tappe importante Con il nostro Fabio Aru e gli altri giovani emergenti del ‘90, di sicuro in salita ci farà divertire.
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