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IL SITO DI RIFERIMENTO DEL CICLISMO ITALIANO
Numero 8 - Anno 2014
 
FIORENZUOLA. Le Rose per Buttazoni e Coledan
Parla italiano la diciassettesima edizione della Sei Giorni delle Rose. Al Velodromo Attilio Pavesi di Fiorenzuola, infatti, ad imporre la loro legge sono stati Marco Coledan e Alex Buttazzoni. Un verdetto peraltro meritatissimo, perché la coppia targata Salumificio La Rocca lo ha legittimato vestendo la maglia bianca «Siderpighi» di leader fin dalla prima giornata e da quel momento nessuno si è mai mostrato realmente in grado di potergliela sfilare.
Solo nell'ultima giornata, con il ritorno a pieni giri alla vigilia dell'americana finale degli svizzeri Beer-Marguet e dei russi Zhurkin e Ivan Kovalev, i giochi sono sembrati riaprirsi. Ma la superiorità di Coledan e Buttazzoni si è manifestata anche nella prova conclusiva, seppur condotta in difesa e senza correre alcun rischio: i due azzurri, infatti, hanno rintuzzato da campioni tutti i tentativi degli avversari, compresi quelli della coppia formata dal campione del mondo dell’americana Muntaner e dal campione d’Europa della stessa specialità, Liam Bertazzo: i due titolati hanno cercato in extremis di riaprire i giochi ma hanno dovuto accontentarsi alla fine di fermarsi ai piedi del podio.
I vincitori hanno così chiuso a 185 punti; alle loro spalle, sul podio, Beer-Marguet (Ferri) con 131 e Zhurkin e Ivan Kovalev (Rossetti) con 122. A seguire, co­munque a giri pieni, le coppie Mun­ta­ner-Bertazzo e Hochmann-Simion.
Grande soddisfazione, alla fine di un me­se di luglio molto intenso, per Claudio Santi e per tutti gli organizzatori della As Florentina: «Abbiamo affrontato settimane di lavoro molto intense, abbiamo organizzato prima le gare per i ragazzi che sono sfocate poi nel torneo dei Boccioli di Rose e dobbiamo sottolineare con piacere come ci sia stata davvero una grande partecipazione di giovani atleti. Poi ci sono state le gare della UIV Talents Cup e infine la Sei Giorni: abbiamo replicato la formula inaugurata lo scorso anno, con un importante contorno di gare internazionali per uomini e donne, gare che mettevano in palio punti importanti per la qualificazione alle prove di Coppa del Mondo e quindi per i Giochi Olimpici. Come già nel 2013, abbiamo avuto al Velòodromo Pavesi la presenza di 300 atleti provenienti da ogni parte del mondo e questo nonostante la contemporanea presenza nel calendario internazionale dei Giochi del Commonwealth. Non ci nascondiamo dietro ad un dito: le difficoltà economiche sono notevoli, organizzare una Sei Giorni come la nostra richiede una grande fatica. Certo, abbiamo avuto la soddisfazionbe di vedere lo stadio pieno tutte le sere, in particolare nella tappa inaugurale e in quella finale, ed è proprio questo che ci dà la spinta necessaria per continuare la nostra avventura. Il no­stro impegno è quello di lavorare per il bene della pista, la nostra volontà è quella di andare avanti e di prepararci sin d’ora alle prossime sfide».
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