Dopo aver appreso la decisione del Coni, Alejandro Valverde si è dichiarato indignato per una sanzione che giudica ingiusta assunta da un organismo incompetente e senza alcun rispetto per i suoi diritti che sono stati gravemente vulnerati negandogli la possibilità di difendersi. Scrive il murciano in un comunicato:
1 – Il Coni è un organo evidentemente incompetente a giudicare in questo caso. L’unico organo competente è la Federazione spagnola (RFEC) che peraltro aveva già sollecitato l’inibizione del Coni a procedere.
2- In questo procedimento il Coni ha violato i diritti fondamentali del corridore, che non ha avuto possibilità di difesa, e non è stata riconosciuta l’autorità della giustizia spagnola. Sono state utilizzate poi prove ottenute in modo irregolare, relative alla"Operación Puerto” e solo su queste prove si basa il giudizio emesso.
3 – È opportuno ricordare che sono in corso azioni legali nei confronti del Coni per disobbedienza alle autorità spagnole e prove false.
4 – Il corridore si è sottoposto a innumerevoli controlli antidoping nella sua carriera che non hanno mai dato esito positivo. Per questo è assolutamente incomprensibile la crociata del Coni.
5 – Stasera stessa il ricorso al Tas sarà depositato perché siano riconosciute le molteplici e gravissime irregolarità compiute dal Coni in questo procedimento.
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