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GATTI&MISFATTI. IN SALA STAMPA CAMMELLI E BEDUINI: AIUTOOO!

In sala stampa ormai ci entra chi vuole, non chi può

 
GATTI&MISFATTI |
di Cristiano Gatti      -

Scrivo queste poche righe dal marasma fuori controllo della sala stampa rosa. E’ un Sos: help, qualcuno venga a rimettere ordine. Siamo in un locale molto bello, proprio sopra i box dello storico autodromo, ma come ambiente è un girone infernale. Lo dico soprattutto a beneficio di chi ci immagina immersi nella beatitudine degli ozi e delle comodità, bella vita e cotillon, cibo buono e colesterolo tiè.

Anche se so quanto il pubblico sia felice di sapere che gli odiosi giornalisti soffrono e vengono presi a pesci in faccia, è proprio per questo che metto assieme il confuso reportage: tranquilli, odiatori professionali, ci stanno veramente trattando come povere bestie.

Magnoni e crapuloni? E quando mai. Noi equipaggio di tuttobiciweb arriviamo sul tardi, anche perché continuiamo a coltivare l’abitudine di andare prima alle partenze, e i gentili camerieri del buffet stanno riponendo le loro marmitte desolatamente vuote. «Finito, ci hanno detto di chiudere perché è arrivata più gente del previsto».

Tracollo romagnolo: proprio qui, nella culla della buona tavola e dell’ospitalità, cacciati via a digiuno. Ma non importa, non faccio il piangina per così poco: rimpiango i comitati di tappa del Sud, sempre generosi e accoglienti, quindi torno in macchina e mi prendo il mio pacchettino di crackers (mai andare in Giro senza i crackers, l’ho imparato trent’anni fa). Loro credono di prenderci per fame, noi abbiamo le nostre contromisure. Non sarà per un buffet che il giornalismo si farà piegare.

Il problema vero è dopo, parlando seriamente. La sala stampa del Giro è sempre più una casbah nordafricana. Gente che va, gente che viene, gente che urla, gente che sbraita. Ci sono temibili trafficanti che rubano bottiglie di vino e formaggi dai buffet, ci sono mitomani che dirigono pubblicazioni e siti sconosciuti, ci sono fotografi di matrimoni imbucati come alle loro cerimonie. Mancano ancora le bancarelle con il kous-kous e i datteri, ma sicuramente non manca molto.

Qua e là, circoli di conversazione che trattano i temi più interessanti: vacanze, crociere, famiglia, cani, uncinetto, scacchi, integratori alimentari, politica, enigmistica, numismatica, gossip, donne, motori, gioie e dolori. Un enorme salotto in cui tutti, ma proprio tutti, vogliono entrare a qualunque costo, anche a costo di passare per giornalisti.

In tutto questo, pensare e scrivere diventa veramente una grossa impresa. Per chi ha difficoltà di concentrazione, la sala stampa del Giro è spietata. Come buttare dal traghetto in alto mare un poveretto che non sa nuotare. O in un gattile chi soffra di allergia ai peli del gatto. Ecco perché, cari odiatori di giornalisti, ogni tanto nei nostri scritti appaiono sfondoni umilianti. O escano articoli squinternati come questo. Devo ammettere che quanto meno qui fanno di tutto per impedire la spedizione degli articoli verso le loro destinazioni naturali, giornali e siti web: il più delle volte, le linee telefoniche sono farlocche, se non del tutto assenti…

Adesso però sono costretto a chiudere, mi scuso per la maleducazione, ma stanno arrivando i beduini con i cammelli e non mi sento per niente tranquillo. Aiuto.

 
17 Maggio 2018 | 17:07
 
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