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I muri marchigiani teatro di una frazione interessante

 
GIRO D'ITALIA |
E’ stata una corsa dura e sofferta, ostacolata anche dal maltempo, quella di ieri che, partita da Penne, in Abruzzo, è terminata ieri a Gualdo Tadino, in Umbria. Era pure la tappa più lunga del Giro d’Italia 2018 con un tracciato impegnativo sia per altimetria, sia per andamento planimetrico.

Giornata che sarà ricordata per la crisi in cui è incorso Esteban Chaves, per motivi di salute che, con il fortissimo ritardo del colombiano, in grave affanno per tutto il giorno, ha determinato la gerarchia in casa Mitchelton-Scott con la maglia rosa Simon Yates che, in prospettiva, può contare – soprattutto in montagna – su un “gregario” (virgolette d’obbligo) di vaglia.

Riflettori sull’exploit della grande promessa Matej Mohoric che con forza conquista la sua seconda vittoria in un grande giro dopo di quella ottenuta alla Vuelta lo scorso anno. Sono stati comunque diversi i coraggiosi di oggi che si sono battuti a fondo in varie fasi della lunga frazione appenninica. Meritano sempre la citazione per quanto inscenano nelle varie tappe i ragazzi dell’Androni-Sidermec.

Oggi altra frazione su strade appenniniche umbro-marchigiane che dopo l’avvio da Assisi e una prima parte in Umbria hanno quale scenario le tipiche strade marchigiane interne con alcuni “muri”, compreso quello di Filottrano, nel ricordo di Michele Scarponi e finale a Osimo con tratti di pavé “grossolano”, strappi su e giù, a forte pendenza, come descrive il Garibaldi e finale in ascesa su pavé di porfido.

L’undicesima tappa riparte ancora dall’Umbria, sempre in provincia di Perugia. E’ Assisi, ventottomila abitanti circa, centro d’origini romane di peculiari valenze storiche, monumentali, culturali e spirituali espresse dalle figure di San Francesco e Santa Chiara. Sorge alle pendici del monte Subasio e conserva la sua struttura medievale unitamente a resti di valore del periodo romano.

A San Francesco d’Assisi, nato come Giovanni di Pietro Bernardone (1182-1226), fondatore dell’ordine dei Francescani e patrono d’Italia con S. Caterina da Siena, è dedicata l’omonima basilica, formata da due chiese sovrapposte dove c’è il “tugurio”. Lì, secondo la tradizione, Francesco si riposava in una specie di spoglia caverna. La basilica è ornata da affreschi di Cimabue, Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti e con quella di S. Chiara, in stile gotico, sono simboli di pregio. Santa Chiara, nata dalla nobile e ricca famiglia Offreducci (1193-1253), segue le orme di S. Francesco e fonda l’ordine della Clarisse. E’ la patrona della televisione e delle telecomunicazioni dal 1958.

Altri luoghi dei dintorni immediati che richiamano sempre continui flussi di pellegrini e visitatori da ogni parte del mondo sono San Damiano, l’Eremo delle Carceri, S. Maria degli Angeli con la Cappella della Porziuncola, nomi e luoghi di grande richiamo a livello internazionale. Di notevole valore è pure il complesso della cattedrale di San Rufino, patrono della città.

Di specifico pregio monumentale, artistico e architettonico sono anche i resti dell’anfiteatro romano, la Rocca Maggiore dell’alto medioevo con strutture d’epoche successive, situata nel punto più elevato di Assisi, il duecentesco palazzo del Capitano del Popolo, nella piazza del Comune, accanto al tempio di Minerva, il Palazzo dei Leoni e la cinquecentesca Fonte di Piazza con la rappresentazione di tre leoni.
Gravi danni sono stati causati soprattutto dal terremoto del 1997 ai monumenti di molte zone dell’Umbria, così come delle Marche, anche nel 2016, ma la forte volontà di ricostruzione e recupero di valori monumentali e artistici unici è fortemente determinata.
Il Giro d’Italia ha visto qui vincitori il bergamasco Bruno Zanoni nella breve semitappa mattutina del Giro 1978 provenienti da Terni mentre, nel pomeriggio, la seconda frazione, Assisi-Siena, fu conquistata da Francesco Moser. Due prove contro il tempo con arrivo ad Assisi sono state qui proposte. Nel 1982 ci fu il successo di Bernard Hinault mentre nel 1995 la vittoria arrise allo svizzero Toni Rominger. Entrambi furono poi i primi della classifica finale. Particolarmente suggestivo è stato l’arrivo del 2012 con il successo dello spagnolo Joaquim Rodriguez, il “Purito”, con lo spettacolare finale nel cuore di Assisi.
La frazione di Petrignano d’Assisi è la residenza di Salvatore Puccio, di famiglia siciliana, professionista da vari anni nel Team Sky.
Andrea Ranocchia, calciatore dell’Inter, è nato ad Assisi nel 1988.

FOLIGNO. Dopo la frazione di Capitan Loreto si trova il capoluogo comunale di Spello, centro che conserva tracce di epoca romana come la Porta Venere e i rinascimentali, preziosi affreschi del Pinturicchio, al secolo Bernardino di Betto Betti (Perugia 1452 circa-Siena 1513), nella Cappella Baglioni della chiesa di Santa Maria Maggiore, con pavimenti realizzati con la pregiata ceramica umbra di Deruta. Il palazzo comunale conserva il noto rescritto – risposta scritta dell’imperatore a un quesito giuridico – di Costantino, datato 333-337 d.C., e villa Costanzi, nota come villa Fidelia.
Si presenta poi Foligno, terza città della regione con un territorio assai vasto con pianura e monti con la nota abbazia di Sassovivo su uno sperone di roccia a circa 6 km. e altre note località dell’ambito comunale. Un’antica tradizione locale considera Foligno quale “centro” dell’Italia e quindi, per estensione conseguente, centro dell’Europa e, addirittura, del mondo. E’ “città dell’olio” e attivo polo commerciale, industriale e snodo di comunicazioni. E’ antica l’attività di stampa e tipografica e, proprio qui, nel 1472, è stato stampato il primo libro in italiano, la Divina Commedia.
Dal 1762 è pubblicato a Foligno, ogni anno, il diffusissimo “lunario-almanacco Barbanera”.
Frequenti fenomeni sismici hanno causato gravi danni in zona. Quello del 26 settembre 1997 ha colpito simboli storici e monumentali quale la Torre Civica, il Duomo di San Feliciano, patrono di Foligno, Palazzo Trinci e il Palazzo Comunale che sorgono nella centrale piazza della Repubblica.
La “Giostra della Quintana” è il torneo cavalleresco in costume che ogni anno, a giugno e settembre, premia l’abilità del cavaliere a infilzare l’anello nella mano della Quintana, statua-sagoma che trae il nome dalla quinta strada di un accampamento romano. E’ dal 1448 che la Quintana va in scena.
Nativo di Foligno è il famoso architetto neoclassico Giuseppe Piermarini (1734-1808) che lega il nome, fra l’altro, al Teatro alla Scala di Milano, alla Villa Reale di Monza e altri edifici di pregio.
Il Giro d’Italia ha stabilito due volte qui l’arrivo: nel 1968 vinse il toscano Franco Bitossi mentre nel 2014 il francese Nacer Bouhanni ha “bruciato” allo sprint Giacomo Nizzolo.

Si ripassa da Nocera Umbra, come nella tappa precedente, per affrontare la salita verso il GPM di 3^ cat. del Passo del Termine, m. 946, inedito, con pendenze anche sensibili, in doppia cifra, in un piacevole panorama boschivo. Si scende poi per Molinaccio Umbro, frazione di Nocera Umbra e dopo si è nelle Marche, provincia di Macerata, per Fiuminata, comune sparso con molte frazioni con capoluogo in località Massa, zona di lavorazione del ferro battuto e poi Pioraco, nota per la lavorazione della carta che comprende nel suo territorio interessanti pievi e chiese.

SAN SEVERINO MARCHE. Il profilo altimetrico si addolcisce e si passa per Castelraimondo, fra vigneti e uliveti, prima di giungere a San Severino Marche, piacevolissima cittadina attraversata dal fiume Potenza. Il suo patrimonio artistico è molto legato al periodo dì maggiore autonomia del comune e ai primi decenni del governo ecclesiastico. Presenta numerose chiese gotiche e diverse testimonianze pittoriche.
Qui sono nati Fabrizio Castori (1954), allenatore e, sempre per il calcio, Giacomo “Jack” Bonaventura (1969), attaccante in forza al Milan.

Si supera il bivio per la frazione di Elcito che sorge su uno sprone alle pendici del monte San Vicino e da qui inizia il GPM di 3^ cat., quota m. 674, di valico di Pietra Rossa.
Si scende verso Cingoli, nella zona del noto crossdromo che ha sempre proposto importanti gare di motocross. Il comune racchiude motivi propri e tipici della zona tali da essere inserito nell’elenco dei borghi più belli d’Italia. L’abitato, con la parte originaria racchiusa fra mura, consente di fare spaziare lo sguardo su un lunghissimo tratto della costiera adriatica. La particolare struttura, a forma di trapezio, del Monte San Vicino si staglia nella parte che guarda a monte. Il duomo di Santa Maria Assunta, completata all’inizio del XVII secolo, è la concattedrale della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli e Treia, la chiesa di San Domenico con la Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto, il palazzo municipale, il palazzo Castiglioni, la Biblioteca Ascariana fondata dal monaco Giovanni Ludovico Ascari a cavallo del 1700, sono altri motivi d’interesse della città. Poi, dopo il passaggio nella sua frazione di Mummuiola, si prosegue in discesa, nella valle del Musone, introduzione al finale nella provincia di Ancona.

Nella località di Cantalupo c’è subito un momento importante di ricordo per il purtroppo compianto, rimpianto, e sempre amato per la sua innata simpatia e grande disponibilità Michele Scarponi, vittima di un tragico incidente stradale a Filottrano, sulle sue strade, il mattino di sabato 22 aprile 2017 mentre si allenava in funzione della corsa rosa. Era nato nella vicina Jesi (per ragioni d’ospedale) il 25 settembre 1979 ma la famiglia era di Cantalupo, frazione di Filottrano. La corsa rosa percorrerà la ripida salita di via del Lavoro detta anche “Costa Ghergo” ma, per i ciclisti, è il “muro di Filottrano”, un chilometro circa che supera un dislivello di circa cento metri. Il centro antico presenta tipici edifici tutti in mattone che si dispongono sulle prime dolci alture con variati panorami sulle pianure circostanti. Nella pallavolo presenta una competitiva formazione femminile che disputa la serie A.

OSIMO. Osimo, sede d’arrivo, si propone dapprima con le sue frazioni di Padiglione e San Paterniano e quindi con la caratteristica bellezza del centro abitato, sulle alture, con le mura di vario periodo che contornano pregevoli palazzi e chiese sei-settecenteschi, realizzate con il cotto tipico marchigiano. Il Duomo, dedicato a San Leopardo, il Palazzo comunale, possente costruzione della seconda metà del 1700 con dodici preziose statue acefale romane, affiancato dalla torre civica del XIII^ secolo sono gli emblemi architettonici della città. E’ da ricordare poi il santuario di San Giuseppe da Copertino, al secolo Giuseppe Maria Desa (Copertino, in provincia di Lecce, 1603-Osimo 1663), il patrono di Osimo e Copertino - e degli studenti - soprattutto in periodo d’esami.

Il territorio presenta una variata produzione agricola con sviluppate attività industriali e artigianali con specializzazione nella lavorazione del rame. Osimo è la sede della Lega del Filo d’Oro, un’onlus, nata nel 1964, in favore dell’assistenza e riabilitazione dei sordociechi.
E’ qui nato nel 1923 Fred Mengoni, emigrato poi negli USA dove ha dato grande impulso al ciclismo professionistico stelle e strisce ma che è sempre legato anche al ciclismo della sua terra d’origine.
Il Giro d’Italia qui ricorda i due precedenti traguardi con la vittoria del francese Robert Forest nel 1987. Moreno Argentin ha firmato sullo strappo in acciottolato che conduce al traguardo, alla sua maniera, l’ultima vittoria in carriera e ha vestito pure la maglia rosa che cederà, dopo due giorni, al compagno di squadra della Gewiss-Ballan, il russo Berzin. Era la 2^ tappa e Berzin mantenne la rosa fino alla fine.

Il ciclismo è attività molto sentita in zona e varie manifestazioni quali la Tirreno-Adriatico e la Due Giorni Marchigiana hanno interessato nel passato Osimo che, nel 2017, ha vissuto un’intensa giornata con doppia frazione, in linea e a cronometro, del Giro d’Italia Under 23, all’insegna delle giovani promesse.

Giuseppe Figini
dal Tv Roadbook del Giro d'Italia

Per seguire la cronaca diretta della tappa CLICCA QUI

 
16 Maggio 2018 | 07:13
 
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