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BARDIANI CSF. Reverberi: «Più combattivi che mai»

Senza ipocrisia, il #greenteam spera nell'invito al Giro

 
PROFESSIONISTI | Bruno Reverberi è pronto a vivere la sua 37esima stagione in ammiraglia. «Mi aspetto una buona annata, dopo la peggiore della nostra storia. Ci siamo rinforzati con 5 nuovi innesti, con due corridori già affermati come Guardini, vincitore di una quarantina di gare, e Senni, che quest'anno ha vinto il Tour of Colorado, e tre ottimi dilettanti: Carboni, secondo nella classifica che la vostra rivista riserva ai dilettanti, Orsini che abbiamo provato come stagista e ci ha convinto, Savini che è una promessa e sinceramente avrei preferito stesse ancora un anno tra gli Under 23 ma scalpitava per fare il grande salto così lo abbiamo preso e lo gestiremo al meglio. Il gruppo è composto da giovani che devono crescere o rilanciarsi, come ormai la nostra filosofia impone» ci racconta il tecnico della Bardiani CSF.

Nel 1982 saliva per la prima volta in ammiraglia, da allora ne ha vissute tante. Tra le esperienze da dimenticare senz'altro le positività di quest'anno di Pirazzi e Ruffoni.
«Abbiamo la fortuna di avere sponsor che non pretendono vittorie, ma giustamente chiedono visibilità. Quest'anno fino al Giro siamo stati protagonisti nelle fughe, nella seconda parte di stagione abbiamo raccolto tanti piazzamenti, ma potevamo fare senz'altro di più. Peggio di quest'anno non abbiamo mai fatto, tutti gli anni vinciamo in media 13-15 vittorie, questa volta non ci siamo riusciti. Abbiamo commesso degli errori e siamo stati un po' sfortunati. L'UCI ci ha trattato male, per le due positività ci ha avvisato il giorno della presentazione, mentre ad altre squadre ha dato l'opportunità di sostituire un giorno prima i propri corridori. Il battage pubblicitario negativo a ridosso della corsa rosa ci ha dato molto fastidio. Anche se noi non c'entriamo nulla con la vicenda, come hanno ribadito gli stessi corridori alle autorità competenti, ne abbiamo risentito. Speriamo non capiti più».

Ora è tempo di guardare avanti.
«In 36 anni di attività abbiamo pagato 5 positività, sempre fuori corsa. Non voglio che passiamo per quello che non siamo. Siamo tra i pochissimi, se non i soli, che non abbiamo mai riciclato ex dopati e abbiamo sempre allontanato chi ha provato a fare il furbo. Noi crediamo veramente alla lotta al doping, altre squadre sono ipocrite. Detto questo noi continuiamo per la nostra strada: formare e rilanciare i giovani è la nostra missione. Anche nel 2018. Guardini è una scommessa. Al Giro d'Italia ci sono poche volate, ma se saremo invitati potrà fare bene nelle tappe adatte alle ruote veloci»

Giulia De Maio
 
6 Dicembre 2017 | 16:33
 
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