STORIA | 02/10/2017 | 14:19 Il direttore Pier Augusto Stagi e Giorgio Viberti, nota “firma” de La Stampa, hanno già tempestivamente e sapientemente proposto, proprio su tuttobiciweb.it, i temi proposti dal riuscito e piacevole incontro nella splendida ambientazione di Casa Carrera a Caldiero, in provincia di Verona, situata in una splendida villa veneta, cuore e mente propulsiva del marchio che dalla metà egli anni ’60, è un riferimento di primo rilievo nel settore dell’abbigliamento casual e sportivo, a livello internazionale.
“Tredici anni di trionfi” è il titolo della documentata pubblicazione curata da Beppe Conti che ricorda il percorso della Carrera Jeans dei fratelli Imerio e Tito Tacchella nel grande ciclismo a cavallo fra gli anni 1980 e 1990, precisamente dal 1984 al 1996, con la responsabilità sportiva e manageriale sempre affidata a Davide Boifava. Una formazione costantemente ai vertici del movimento, caratterizzata da una vocazione internazionale, anticipatrice di una tendenza che si è poi affermata e confermata con la creazione del circuito Pro-Tour prima e poi World Tour, con annessi e connessi pregi e forzature.
La Carrera Jeans, affiancata poi nel tempo da altri marchi, era nata riprendendo parte della struttura della bresciana Inoxpran dei fratelli Giovanni e Achille Prandelli, attiva nel professionismo dal 1979, sempre diretta dall’allora biondo Davide Boifava che, appena sceso dalla bici, era subito salito, senza soluzione di continuità, in ammiraglia, per qualche anno unica squadra italiana a frequentare il Tour de France.
Sabato, a Caldiero, la memoria dell’Inoxpran, è stata presente e ricordata con la consegna alla moglie e alla figlia di Achille Prandelli di un riconoscimento da parte dei fratelli Tacchella. Lo spirito e il valore del ricordo, della riconoscenza, hanno soffuso l’incontro con un’atmosfera di grande famiglia con la presenza di personaggi, corridori di ogni levatura, personale e collaboratori di varie strutture – Carrera Jeans, Podium, e altri – che, nelle differenti mansioni, con giornalisti e addetti ai lavori, che hanno avuto modo di conoscere nel tempo il “clima Carrera”. Una risposta di soddisfazione piena per la Carrera e Davide Boifava.
I personaggi presenti – e non - sono emersi con la debita evidenza negli episodi illustrati da Pier Augusto Stagi e Giorgio Viberti. Qui di seguito vorremmo cimentarci nel ricordare molti altri (tutti sarebbe impossibile) fra corridori, meccanici, massaggiatori che hanno indossato la maglia Carrera, rispettando l’ordine alfabetico, almeno per quelli presenti. Per molti gli impegni hanno impedito la partecipazione ma hanno fatto giungere il loro gradimento all’iniziativa.
Apre per i corridori Alessandro Bertolini, poi Simone Boifava (è il figlio di Davide che ha gareggiato fra i prof anche se in epoca recentissima), Guidone Bontempi, Luciano Bracchi (poi, da sempre, stretto collaboratore-amico nella Podium), Stefano Cembali, Primos Cerin, Stefano Checchin, Bruno Leali, Enrico Maggioni (corridore antecedente, poi manager), Mario Mantovan, il sempre vivacissimo Nicola Miceli, il danese Jorgen Pedersen, Giancarlo Perini, Leone Pizzini (poi massaggiatore), Remo Rossi, Francesco Rossignoli, Glauco Santoni, Eddy Schepers, Filippo Simeoni, Marco Votolo, Urs Zimmermann. Poi c'erano gli ex professionisti veronesi anni ’60-70 quali Pietro Guerra, Severino Andreoli e Pietro Campagnari. Era presente pure Stefano Allocchio, ora direttore corsa RCS Sport, ai suoi bei dì velocista di vaglia ma inserito, fra altre, nella squadra di Gianluigi Stanga, amico-competitor di Davide Boifava quando schierava Bugno vs. Chiappucci, anch’egli presente, un dualismo che ha caratterizzato un’epoca, e Claudio Mantovani, titolare Moa Sport.
Per lo staff, meccanici e massaggiatori, erano a Caldiero Claudio Albasini, Giuseppe Archetti, Francesco Boifava, Giuliano Belluomini, Stefano Dei Cas, Umberto Inselvini, Nicolai Morozov, Bruno Olivieri, Giambattista Portesi (factotum noto come “Gibì”), Bruno Vendemmiati, Enzo Verzelletti, tutti portatori di storie e esperienze che per molti continuano. Il comparto medico era rappresentato da Paolo Pierfederici, figlio del dottor Marco che ha realizzato un poster che ricorda vari momenti ciclistici del padre, Ezio Bramucci, Giovanni Grazzi, Gianni Mazzoni, Roberto Parravicini mentre, per i direttori sportivi che hanno affiancato Boifava in Carrera, c’erano Sandro Quintarelli, Giuseppe Martinelli e, per esperienze più recenti, Massimo Rabbaglio. Jorgen Pedersen, corridore danese, si è fatto interprete dello spirito di squadra Carrera regalando, a sorpresa, quali fuori programma, un dono personale ai compagni dell’epoca. Un gesto applaudito e largamente apprezzato. Ci piace pensare che Carrera derivi dallo spagnolo che, fra molti significati applicabili al termine “carrera”, ha pure quello traducibile con corsa. E’ una bella, continua corsa di oltre cinquant’anni per la Carrera nel suo settore produttivo con il fiore all’occhiello del suo “tredici” con il ciclismo e il suo ambiente, vissuto anche dalle nuove generazioni dei Tacchella con sempre attuale affezione e caro ricordo.
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