Marcel KITTEL. 10 e lode. Devastante, dirompente e convincente. Semplicemente fantastico. Il Bel Marcello vince l’ennesima volata, questa volta per distacco, quasi irridendo gli avversari. Una volata alla Cipollini, per intenderci, quando Re Leone si prendeva anche la libertà di guardarsi a busto eretto alle proprie spalle. Quattro vittorie di tappa, 18esima stagionale. Numeri da numero uno.
John DEGENKOLB. 7. È il più forte degli umani, di quelli che per volare devono fare fatica. Sta ritrovando il guizzo, la velocità dei giorni migliori: John sta tornando.
Dylan GROENEWEGEN. 7. Il ragazzotto olandese si difende con grande temperamento, mettendo in mostra tutto il suo talento, tutta la sua velocità. Anche lui si avvicina: sempre di più.
Nacer BOUHANNI. 2. Fa tutto lui, e lo fa pure malissimo. I suoi compagni di squadra gli apparecchiano la tavola come meglio non potrebbero, lui riesce a buttare tutto in vacca, mettendo in mostra una volata semplicemente imbarazzante. È un po’ squilibrato, nel vero senso della parola, non ha equilibrio. Pericolo pubblico: chiedere a Fabio Sabatini, che rischia per colpa sua di finire gambe all’aria, e per questo lo manda cordialmente a quel paese. Se fosse per me lo manderei a casa.
LE MONDE. 2. «I grandi occhi neri non dicono nulla. Lui, poco di più». Così inizia l’articolo apparso questa mattina in Francia, scritto da Clément Guillou, firma dell’autorevole “Le Monde”. Aggettivo questo che viene dato di default: basta che venga vergato fuori dai nostri confini e il pezzo viene immediatamente bollato con il titolo di autorevole. Poco importa se siano articoli privi di prove. Le Monde, ogni anno, puntuale come una cartella esattoriale arriva con la sua bella pagina che fa a pezzi la maglia gialla. Questa volta tocca però la maglia tricolore, quella di Fabio Aru, che proprio non riesce a “bucare” il video e nemmeno i cuori della stampa internazionale, che fin dalla sua prestazione di Plance des Belles Filles l’ha bollato con l’etichetta di non affidabile. Soggetto “pericoloso”. Chissà Perché poi… Lo spiegano loro, con una serie di osservazioni, che vanno da un passato con Olivano Locatelli ad un presente con Beppe Martinelli, passando per Tiralongo e arrivando a Vinokourov. «Che cosa ha imparato Fabio Aru lavorando con queste figure controverse del ciclismo italiano? Dalla risposta a questa domanda dipende la credibilità del Tour de France 2017», chiosa Clément Guillou. Io mi limito a rispondere con un’altra domanda. Se Froome è il male e anche Aru non convince neanche un po’, Romain Bardet, idolo francese che sta lottando ad armi pari con questi due ‘figuri’ come dovremmo considerarlo? Dalla risposta di questa domanda dipende la credibilità diLe Monde.
Carlo GUARDASCIONE. 10. Davanti al teorema di Le Monde della ‘responsabilità per osmosi’(di Aru bisogna dubitare, perché attorno a lui ci sono troppe persone sospette ad incominciare da Alexander Vinokourov), il medico italiano commenta con un tweet che rende bene l’idea: «Seguo il ragionamento di Le Monde ho fatto 5 anni di elementari con uno che adesso è a SanVittore da 20 anni ... quindi anch’io...:((».
Non posso credere che i francesi siano in grado di cadere così in basso ma, spero che qualche istituzione sportiva italiana, sappia rispondere invitandoli a fare prove oppure a chiedere scusa per il loro modo di fare giornalismo spazzatura.
Le Monde
11 luglio 2017 20:40andy48
Le Monde e' il fiore all'occhiello di una certa parte politica in Francia e ormai, come tanti altri giornali europei e non, si dedica assiduamente alle fake news. Pero' finora si era limitato a far danni a livello politico; ora, invece, decide di ampliare il suo raggio d'azione e ARU diventa il bersaglio di turno, e viene giudicato colpevole per parentele sospette. E siccome Le Monde e' un giornale dell'intellighenzia e moralmente superiore tutti gli altri riprendono e rilanciano la "notizia". Perlomeno Tuttobiciweb non e' caduto nella trappola.
LeMonde
11 luglio 2017 20:50SoCarlo
pare abbia dimenticato di citare che e' anche amicone (li hanno visti spalla a spalla in mondovisione) di un protagonista delle piu' grande metamorfosi della storia del ciclismo: non vorrei che abbiano omesso questo dettaglio perche' trattasi di vincitore di ben tre tour.
da brocco a campione nell'arco di una stagione (meglio di Soldatino, King e D'Artagnan, per chi ha ricordi di ippica) :)
Le Monde?
11 luglio 2017 21:09gianni
Le Monde è specializzato nello screditare il ciclismo a prescindere. Avranno mai il coraggio di usare le stesse tonalità per rugby, football o Formula1?
saluti
Gianni Cometti
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